L’Unione Nazionale dei Consumatori, basandosi sui recenti dati Istat, ha evidenziato come l’aumento dei prezzi a livello territoriale stia impattando sulle spese delle famiglie italiane. L’Umbria ne esce malissimo perchè è al primo posto fra le regioni coi maggiori rincari: fa segnare infatti un’inflazione annua del +1,3 percento, la più elevata in Italia assieme alla Campania, portando a un aggravio medio di 294 euro per famiglia all’anno.
Fra i comuni, Bolzano si posiziona al primo posto per l’aumento di spesa annuale, con un costo aggiuntivo di 425 euro per famiglia, a seguito di un’inflazione tendenziale dell’1,6 percento. Seguono Alessandria con un aumento dell’1,9 percento, pari a 422 euro in più, e Pisa con un +1,8 percento e una spesa supplementare di 406 euro.
Tra le altre città, Benevento registra il più alto aumento percentuale (+2 percento), equivalenti a 389 euro in più per famiglia. Milano e Roma rispettivamente con un +1,1 e +0,6 percento sono in linea con la media nazionale, mentre Reggio Emilia si distingue come la città più virtuosa, con un calo dell’1 percento e una riduzione di spesa di 242 euro.
Al contrario, il Trentino si posiziona come la seconda regione più “costosa”, con un incremento dei prezzi dell’1,1 percento e un aumento di spesa pari a 286 euro, seguito dal Friuli con un +1,2 percento e 274 euro in più.
Tra le regioni più virtuose, il Molise si posiziona in testa con una deflazione dello 0,8 percento, equivalente a un risparmio di 146 euro all’anno. Seguono l’Abruzzo e la Sicilia, entrambe con un calo dei prezzi dello 0,4 percento, che si traduce rispettivamente in un risparmio di 80 e 75 euro.