Film porno e rumori molesti: caso di stalking a Gubbio

La situazione, definita "oscena" dal denunciante, ha reso impossibile condurre una vita normale

Un uomo di 62 anni è sotto processo a Gubbio con l’accusa di stalking, al centro di una disputa giudiziaria legata a comportamenti molesti e intimidatori nei confronti dei vicini di casa. La vicenda, che ha avuto origine in un condominio, ha suscitato scalpore per la natura delle accuse e i dettagli emersi durante le indagini.

Una situazione insostenibile

Secondo la denuncia depositata presso la questura, l’uomo avrebbe perseguitato una famiglia residente nello stesso stabile con una serie di atteggiamenti disturbanti e invadenti. Il capofamiglia, esasperato, ha dichiarato che i comportamenti del vicino includevano insulti, rumori continui a qualsiasi ora e la diffusione a tutto volume di film pornografici, sia di giorno che di notte.

La situazione, definita “oscena” dal denunciante, ha reso impossibile condurre una vita normale. “Non possiamo neppure ospitare amici o parenti a casa nostra, a causa dei rumori e delle volgarità che si sentono chiaramente,” ha affermato la vittima. Nonostante i ripetuti tentativi di chiedere un comportamento più rispettoso, la famiglia non ha ottenuto alcun cambiamento, aggravando la tensione tra le parti.

Le accuse e la difesa

Il capo d’imputazione descrive l’uomo come responsabile di “minacce e molestie atte a costringere i vicini ad alterare le proprie abitudini di vita”. Tra gli episodi citati, oltre ai rumori, figurano atti intenzionali per disturbare la quiete condominiale, tra cui l’uso di uno stereo a volume elevato.

La famiglia vittima, assistita dagli avvocati Ubaldo Minelli e Maria Pia Castellani, ha presentato dettagliate prove per sostenere le proprie accuse. La difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Angelo Notarnicola, contesta tuttavia le accuse, cercando di dimostrare che i comportamenti attribuiti al suo assistito non configurano il reato di stalking.

Un clima di paura e tensione

La denuncia evidenzia come il comportamento dell’imputato abbia generato un clima di tensione nel condominio. “Sembra volerci costringere ad abbandonare l’appartamento per rimanere da solo,” ha spiegato il capofamiglia, sottolineando la natura persecutoria delle azioni subite.

Le testimonianze raccolte saranno cruciali per chiarire l’entità delle molestie e determinare se le azioni dell’uomo possano essere considerate un caso di stalking secondo la legge.

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