Dossier Immigrazione: la CISL chiede politiche di inclusione e lavoro di qualità per i migranti

La CISL Umbria sottolinea il contributo strutturale degli immigrati all’economia regionale e sollecita politiche per un lavoro stabile e per diritti fondamentali

La CISL Umbria ha presentato il Dossier Statistico Immigrazione, evidenziando il ruolo sempre più centrale che i cittadini stranieri rivestono nell’economia e nella società italiana. Come emerso durante la presentazione che si è svolta il 6 marzo a Palazzo Donini, alla presenza dell’assessore regionale Barcaioli, il contributo dei migranti si conferma come un elemento strutturale sia a livello nazionale che regionale.

A livello nazionale, i lavoratori stranieri superano i 2,5 milioni, pari al 10% degli occupati complessivi. La loro presenza è particolarmente significativa in settori strategici come la ristorazione (20% delle assunzioni), i servizi di pulizia (26,7%), l’agricoltura (42,9%) e il tessile (41,8%). Inoltre, l’11,3% delle imprese italiane è guidato da imprenditori stranieri.

Immigrazione in Umbria: un contributo crescente

Anche in Umbria, l’immigrazione è ormai una componente strutturale, con 90.587 cittadini stranieri residenti nel 2024, pari al 10,6% della popolazione regionale. Il numero di migranti ospitati è in leggero aumento, passando da 2.684 a 2.811 tra dicembre 2023 e giugno 2025, un incremento del 4,7%.

Un altro dato significativo riguarda il mondo della scuola, dove nel 2023/2024 si registrano 16.570 studenti stranieri nelle scuole umbre, pari al 14,7% della popolazione scolastica, una percentuale superiore alla media nazionale e a quella delle altre regioni del Centro Italia.

Il contributo al mercato del lavoro e all’imprenditoria

Nel 2024, in Umbria, i lavoratori stranieri occupano l’11,8% degli 373.057 occupati totali. Le donne rappresentano il 45,3% degli occupati, una percentuale che sale al 47,9% tra i lavoratori stranieri. La maggior parte dei lavoratori stranieri (87,4%) è costituita da lavoratori dipendenti, concentrati in settori come l’agricoltura (5,3%), l’industria (32%, di cui il 14,7% nelle costruzioni), e nei servizi (61,9%), in particolare nel commercio e nel lavoro domestico.

Rilevante è anche l’imprenditoria, con 9.837 imprese condotte da cittadini stranieri in Umbria, pari al 10,8% del totale regionale, dato che rispecchia la media nazionale.

Politiche di inclusione e diritti

La CISL Umbria sottolinea che, seppur il contributo degli immigrati all’economia e alla società sia significativo, è necessario un cambiamento nelle politiche di inclusione. Secondo il sindacato, non bisogna considerare i migranti solo come manodopera, ma anche come persone con competenze, progettualità e diritti da rispettare.

In particolare, la CISL sollecita politiche per garantire un lavoro di qualità, puntando sulla stabilità occupazionale e sul rafforzamento della contrattazione collettiva. È fondamentale che i lavoratori stranieri non siano confinati nei settori più fragili e precari del mercato del lavoro, ma che le loro competenze vengano valorizzate in modo adeguato.

Inoltre, il sindacato chiede maggiore attenzione contro fenomeni come lo sfruttamento, il lavoro nero e il caporalato, che colpiscono in modo particolare i lavoratori migranti, creando dumping sociale e concorrenza sleale tra le imprese.

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