Concorsopoli, al via il processo d’appello: Marini, Bocci e Barberini fra gli imputati

Dopo le condanne in primo grado, si riapre il caso dei concorsi truccati nella sanità umbra. La prossima udienza è prevista per il 14 gennaio

È iniziato il processo d’appello per la cosiddetta Concorsopoli, lo scandalo giudiziario che nel 2019 travolse la giunta regionale guidata dall’allora presidente Catiuscia Marini e che portò alla luce un presunto sistema di concorsi truccati e assunzioni pilotate nell’Azienda ospedaliera di Perugia e in quella sanitaria territoriale. A distanza di cinque anni, il caso torna in aula con ventuno imputati condannati in primo grado nel luglio 2024, tutti presenti dinanzi alla Corte d’Appello di Perugia.

Il collegio giudicante, presieduto da Silvia Martuscielli e composto dai giudici a latere Augusto Fornaci e Cecilia Bellucci, ha aperto l’udienza che ha subito un’interruzione a causa di un allarme antincendio. Nonostante l’inconveniente tecnico, la sessione è servita a delineare il quadro delle accuse e a fissare i prossimi passi procedurali.

Tra gli imputati spiccano nomi di rilievo della politica umbra, a partire da Catiuscia Marini, ex presidente della Regione Umbria, condannata in primo grado a 2 anni di reclusione con pena sospesa per i reati di falso, rivelazione di segreto d’ufficio e abuso d’ufficio, quest’ultimo poi abrogato dal Parlamento. Per lei, è arrivata l’assoluzione dall’accusa di associazione per delinquere, su richiesta della stessa procura.

Gianpiero Bocci, ex sottosegretario al Ministero dell’Interno e già segretario regionale del Partito Democratico, è stato invece condannato a 2 anni e 7 mesi per associazione per delinquere, falso e rivelazione di segreto d’ufficio. Stessa imputazione anche per Luca Barberini, ex assessore regionale alla Sanità, al quale sono stati inflitti 3 anni di reclusione.

Maurizio Valorosi, ex direttore amministrativo dell’Ospedale di Perugia, è stato condannato a un anno di reclusione per associazione per delinquere e tentato peculato.

Nonostante le pesanti condanne penali di primo grado, tutti gli imputati sono stati assolti dalla Corte dei Conti dell’Umbria nelle scorse settimane, che ha rigettato la richiesta di risarcimento avanzata dalla Procura regionale per presunti danni erariali. La magistratura contabile aveva contestato un danno complessivo pari a oltre 204mila euro, derivante da disservizi e lesioni all’immagine della pubblica amministrazione, ma i giudici non hanno ritenuto sussistenti le responsabilità contabili.

Ora il procedimento penale si sposta sul piano dell’appello, dove le difese cercheranno di ribaltare le sentenze emesse. La prossima udienza è fissata per il 14 gennaio, quando il sostituto procuratore generale Luca Semeraro pronuncerà la requisitoria e formulerà le richieste di condanna o assoluzione. Sarà quello un momento decisivo per comprendere la linea dell’accusa in secondo grado e l’evoluzione giudiziaria di uno dei casi più emblematici di malcostume amministrativo in Umbria.

Il processo Concorsopoli ha avuto ampie ripercussioni politiche e istituzionali, portando alle dimissioni della presidente Marini e contribuendo al cambio di assetto politico in regione. Con l’avvio dell’appello, la vicenda entra ora in una fase delicata e potenzialmente decisiva per le sorti giudiziarie dei protagonisti coinvolti.

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