Infrastrutture umbre a rischio stop: Nodo, Due Mari e Medio Etruria in stallo

Il Libro bianco 2025 denuncia gravi ritardi su tre opere strategiche per la regione: l’allarme del sistema economico

Tre grandi opere infrastrutturali considerate prioritarie per l’Umbria rischiano di restare incompiute, nonostante le attese pluriennali e la loro importanza per lo sviluppo economico del territorio. A evidenziarlo è l’edizione 2025 del Libro bianco sulle infrastrutture, presentato alla Camera di commercio, che lancia l’allarme su Nodo di Perugia, Alta Velocità Medio Etruria e superstrada Due Mari (Grosseto–Fano, E78).

Si tratta di interventi chiave per migliorare i collegamenti regionali e interregionali, ma su cui pesano ritardi progettuali, criticità tecniche e incertezze finanziarie.

Il Nodo di Perugia, in particolare, è oggetto di una richiesta formale di finanziamento da parte della Regione Umbria, come confermato dalla presidente Stefania Proietti, collegata dalla sede Anas insieme all’assessore Francesco De Rebotti. La proposta è quella di realizzare l’opera per stralci funzionali, a partire dal cosiddetto Nodino, ovvero la tratta Collestrada–Madonna del Piano, con una spesa stimata di circa un milione di euro per progettazione e realizzazione.

La superstrada Due Mari, destinata a collegare il Tirreno con l’Adriatico passando per l’Umbria, resta un’incompiuta, nonostante le ripetute richieste del sistema economico locale per accelerarne la costruzione. Anche il progetto della stazione Alta Velocità Medio Etruria è in fase di stallo, senza passi concreti verso la realizzazione.

Oltre a queste tre opere a rischio, il Libro bianco segnala criticità anche su altri interventi strategici:

  • Il potenziamento della linea ferroviaria Orte–Falconara, dal valore complessivo di 4,744 miliardi di euro;

  • La velocizzazione della tratta Terni–Rieti (204 milioni);

  • Il miglioramento della Foligno–Terontola (136 milioni);

  • Il completamento della Perugia–Ancona, nell’ambito della Quadrilatero, opera da 2,601 miliardi, con una copertura finanziaria del 93%.

Situazione frammentata anche per il sistema delle piastre logistiche. Solo quella di Città di Castello è operativa. La piattaforma di Terni–Narni attende ancora i lavori per il collegamento ferroviario, mentre a Foligno l’opera è ferma, a causa di criticità riscontrate sul terreno individuato.

Quest’anno il report approfondisce anche il tema dell’accessibilità all’aeroporto San Francesco d’Assisi, in forte crescita per quanto riguarda i passeggeri. Il documento sottolinea la necessità di adeguare le aree di servizio, i parcheggi e i collegamenti con i trasporti pubblici, soprattutto in vista dell’espansione verso destinazioni extra Schengen.

Due le soluzioni esaminate:

  • La realizzazione di una stazione ferroviaria a Collestrada, con collegamento via navetta;

  • La costruzione di una fermata ferroviaria direttamente all’interno dello scalo, collegata alla rete ferroviaria esistente.

Entrambe le opzioni presentano vantaggi e criticità, ma il messaggio del Libro bianco è chiaro: la crescita dell’aeroporto va accompagnata da un accesso intermodale moderno ed efficiente.

A farsi portavoce delle preoccupazioni del tessuto economico è stato Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio: La politica non può continuare a tergiversare. Le opere attese da anni sono ancora bloccate. Il mondo economico chiede infrastrutture concrete, non solo progetti su carta”.

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