Il Garante delle persone sottoposte a restrizione o limitazione della libertà personale, Andrea Pensi, ha incontrato i vertici della magistratura umbra per affrontare le principali questioni legate al sistema penitenziario regionale. Dopo il confronto con il procuratore generale Sergio Sottani, il Garante ha incontrato i procuratori della Repubblica di Terni Antonio Laronga, di Spoleto Claudio Cicchella e di Perugia Gennaro Iannarone. Al centro dei colloqui sono state poste le condizioni degli istituti penitenziari dell’Umbria, il rispetto dei diritti fondamentali e la necessità di garantire legalità e tutela all’interno delle strutture detentive.
Il confronto con la magistratura sul sistema penitenziario
Gli incontri istituzionali hanno rappresentato un momento di dialogo tra il Garante regionale e i rappresentanti della magistratura per analizzare le criticità del sistema carcerario umbro.
Secondo quanto riferito dal Garante, i colloqui hanno evidenziato la disponibilità dei procuratori a collaborare, nel rispetto delle competenze e dei ruoli istituzionali, per favorire un monitoraggio costante delle problematiche presenti negli istituti penitenziari regionali.
L’obiettivo condiviso è contribuire alla piena applicazione dei principi di legalità e alla tutela delle persone sottoposte a limitazioni della libertà personale.
Diritti fondamentali e condizioni delle persone detenute
Durante gli incontri è stata posta particolare attenzione alla situazione delle persone private della libertà e alla necessità di garantire condizioni adeguate all’interno delle strutture penitenziarie.
Il confronto ha riguardato il rapporto tra esigenze di sicurezza, rispetto delle norme e tutela dei diritti fondamentali, elementi considerati centrali nella gestione del sistema penitenziario.
Il Garante regionale ha ribadito il valore del dialogo istituzionale come strumento per individuare possibili soluzioni alle problematiche presenti.
Pensi: “Dialogo costante per affrontare le criticità”
Il Garante Andrea Pensi ha sottolineato l’importanza del rapporto con la magistratura per comprendere meglio le difficoltà del sistema penitenziario e individuare strumenti utili per affrontarle.
“Il confronto con la magistratura rappresenta un elemento fondamentale per comprendere le criticità del sistema penitenziario e individuare, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, gli strumenti più efficaci per affrontarle”, ha dichiarato Pensi.
Il Garante ha inoltre evidenziato il valore della disponibilità mostrata dai procuratori incontrati.
“La disponibilità manifestata dai Procuratori è un segnale importante e conferma la necessità di mantenere aperto un dialogo costante e costruttivo, nell’interesse della legalità e della tutela dei diritti delle persone sottoposte a restrizione della libertà personale”, ha aggiunto.
Prosegue il percorso di interlocuzione istituzionale
Il confronto con i procuratori rientra nel percorso avviato dal Garante regionale per mantenere un rapporto continuo con tutti i soggetti coinvolti nel sistema penitenziario.
Nei prossimi mesi Andrea Pensi proseguirà l’attività di interlocuzione con istituzioni e operatori del settore, con l’obiettivo di contribuire attraverso collaborazione e confronto alla gestione delle problematiche presenti negli istituti umbri.
L’attività del Garante si inserisce nel quadro delle funzioni di monitoraggio e tutela delle persone sottoposte a restrizione o limitazione della libertà personale, favorendo il dialogo tra le diverse realtà istituzionali coinvolte.
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