L’Umbria ha registrato un’affluenza superiore alla media nazionale per il primo giorno di voto sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Alle 19, infatti, aveva votato il 42,13% degli aventi diritto, contro la media nazionale che si attesta al 38,9%. La regione si è così piazzata al quinto posto nella classifica pubblicata da Eligendo, mostrando un interesse notevole per questa importante consultazione.
Polemiche sul silenzio elettorale
Tuttavia, non sono mancate le polemiche sulla violazione del silenzio elettorale. In particolare, il Movimento 5 Stelle ha denunciato irregolarità nei seggi umbri, dove alcuni rappresentanti di lista di Fratelli d’Italia sono stati accusati di esporre distintivi con chiara indicazione di voto per il Sì. Secondo la legge, la propaganda elettorale è vietata nei pressi dei seggi e a meno di 200 metri dalle sedi di voto. Emma Pavanelli, deputata del M5S, ha dichiarato che sono stati informati gli uffici della Prefettura per richiedere la rimozione immediata dei distintivi.
Le polemiche sui social
Anche sui social media sono emerse discussioni sul rispetto delle regole durante la campagna elettorale. Il vicepresidente della giunta regionale Tommaso Bori, è stato protagonista di una foto in cui si mostrava con un cartello con la scritta “No” sulla mano destra e l’indice sinistro sul naso in segno di silenzio.
D’altra parte, anche gli esponenti della parte del Sì non sono stati esenti da polemiche, con messaggi sui social come “Oggi e domani Si vota”, dove il Sì era evidenziato in modo prominente rispetto al resto del testo.
Il voto prosegue
Le urne resteranno aperte fino a lunedì 22 marzo dalle 7 alle 15. Subito dopo inizierà lo spoglio, e i risultati sono attesi già nel pomeriggio di lunedì.