Perugia, il centrosinistra in piazza festeggia la vittoria del No: “Risposta forte di libertà”

Esponenti politici, CGIL e cittadini celebrano il risultato: Proietti e Baldini sottolineano partecipazione e ruolo dei giovani

Nel tardo pomeriggio di lunedì 23 marzo, a Perugia, in piazza IV Novembre, esponenti del centrosinistra, rappresentanti sindacali e cittadini si sono riuniti per festeggiare la vittoria del No al referendum sulla riforma della Giustizia, dopo la chiusura dei seggi e i primi risultati emersi dallo scrutinio. La mobilitazione ha visto la partecipazione di numerosi simpatizzanti, con bandiere e slogan, in un clima che ha superato il solo ambito referendario per assumere anche una connotazione politica più ampia.

Tra i presenti, oltre a esponenti politici regionali e locali, anche il mondo del sindacato con la CGIL in prima fila, a testimonianza di un coinvolgimento diffuso nella campagna referendaria. L’iniziativa ha rappresentato il momento pubblico di celebrazione di un risultato che, secondo i promotori del No, è stato sostenuto da una significativa partecipazione popolare in tutta la regione.

A commentare l’esito della consultazione è stata la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che ha dichiarato: “L’Umbria ha detto un ‘No’ forte e chiaro a difesa della Costituzione e della separazione dei poteri, cardine di democratica e libertà”. La presidente ha evidenziato come il risultato sia stato trainato in particolare dai grandi centri urbani, sottolineando il dato politico emerso dall’analisi del voto nei comuni più popolosi.

“I grandi Comuni umbri hanno trainato il cambiamento – ha affermato la presidente – Infatti il dato politico che emerge con nitidezza dall’analisi dei voti nei centri urbani più popolosi è che i cittadini hanno scelto di salvaguardare l’attuale assetto costituzionale”. Proietti ha inoltre richiamato l’importanza dell’affluenza superiore al 65%, interpretata come segnale di una mobilitazione ampia e trasversale.

Particolare attenzione è stata dedicata al coinvolgimento delle nuove generazioni. “Si sono mobilitati i giovani e tantissime cittadine e cittadini, voglio profondamente ringraziare tutti loro e, in modo particolare, i comitati per il no”, ha aggiunto la presidente, sottolineando il ruolo determinante dei cittadini tra i 18 e i 34 anni. Secondo Proietti, “i nostri giovani hanno mandato un messaggio inequivocabile: la nostra Costituzione non si tocca”, evidenziando una partecipazione definita significativa per il rafforzamento della consapevolezza civica.

Nel suo intervento, la presidente ha anche indicato come il risultato referendario rappresenti un passaggio rilevante ma non conclusivo: “Dall’Umbria e da tutta Italia è arrivato un grande messaggio di civiltà democratica”, aggiungendo che il dato impone una responsabilità istituzionale nel proseguire il lavoro sui diritti previsti dalla Costituzione.

Sul piano politico, il segretario provinciale del Partito democratico di Perugia, Lodovico Baldini, ha definito l’esito del voto “un risultato straordinario per l’affermazione del NO in tutta la provincia”, attribuendo il successo a un lavoro organizzativo capillare sviluppato nel corso di due mesi. “Abbiamo assistito a un risveglio di partecipazione democratica incredibile”, ha dichiarato, evidenziando il coinvolgimento di iscritti, militanti e simpatizzanti nelle attività di informazione e sensibilizzazione sul territorio.

Secondo Baldini, la campagna referendaria ha interessato l’intera provincia, con iniziative diffuse in numerose aree, tra cui il Trasimeno, l’Assisano, l’Alto Tevere, l’Alto Chiascio, la Media Valle del Tevere, lo Spoletino, il Folignate e la Valnerina. Il segretario ha inoltre sottolineato l’importanza del lavoro unitario tra partiti, comitati e realtà civiche: “Abbiamo costruito un’alleanza solida e credibile”, elemento ritenuto determinante per il risultato ottenuto.

Il Comitato per il NO

“”Abbiamo difeso la Costituzione recuperando una distanza di 20 punti percentuali iniziali e abbiamo bloccato il primo tentativo di attaccarla” hanno affermato i rappresentanti del Comitato dalla scale di palazzo dei Priori usate come palcoscenico improvvisato. “Tutti insieme – hanno aggiunto – possiamo dire no a queste sete di potere, di sopraffazione, tutti insieme possiamo scrivere un’altra storia. Siamo stati incoscienti, siamo stati sognatori, ma siamo stati incisivi. E oggi ci prendiamo questa vittoria perché è la vittoria della nostra Costituzione”.
I presenti dalla piazza hanno quindi intonato “Bella ciao”.

Così Mauro Volpi

Mauro Volpi, già presidente laico del Csm ha dichiarato. “Sono molto felice e credo che questo sentimento di felicità sia di tutti noi, di tutti quelli   che insieme a me si sono impegnati, giovani, meno giovani, donne, le persone più diverse,   indipendentemente da quello che poteva essere un credo politico-ideologico, perché siamo  stati convinti dalla necessità, prima di tutto, di impedire questo progetto che si cerca di realizzare di smembrare la Costituzione a pezzi. Questo doveva essere il primo pezzo”

La sindaca di Perugia

Così Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia: ““Dentro questo voto si legge anche una domanda politica più ampia che attraversa il Paese, una domanda di maggiore attenzione alla vita concreta delle persone, di più vicinanza ai bisogni reali, di più forza nell’affrontare le grandi questioni economiche e internazionali del nostro tempo”, ha dichiarato Ferdinandi.

La sindaca, espressione di una coalizione civica di centrosinistra, ha sottolineato come il dato emerso a Perugia rappresenti un segnale preciso indirizzato non solo al livello locale ma anche alla politica nazionale. “Il voto di Perugia – sostiene Ferdinandi – consegna un messaggio politico chiaro e forte”, evidenziando la portata del risultato nel capoluogo umbro.ntrando nel merito del voto cittadino, Ferdinandi ha ribadito la nettezza dell’espressione elettorale: “La nostra città ha detto no con nettezza, e lo ha fatto esprimendo una scelta consapevole che parla al Paese e alla politica nazionale”. Un passaggio che richiama il ruolo di Perugia come punto di riferimento politico nel contesto regionale, anche alla luce dei dati di affluenza e delle percentuali registrate durante lo scrutinio.

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