Il fenomeno della compravendita abusiva di presunte reliquie di San Francesco ha sollevato preoccupazioni ad Assisi, proprio nei giorni in cui si celebra l’ostensione dei resti del Santo. In un’intervista rilasciata al Corriere dell’Umbria, il sindaco Valter Stoppini ha condannato fermamente questa attività, definendola una truffa. Ha inoltre evidenziato la diffusione di altre forme di inganno legate all’evento religioso, come richieste di denaro per l’acqua santa o per prenotazioni a pagamento delle visite, tutte truffe che circolano sui social media.
Frati e autorità religiose si esprimono
Fra Giulio Cesareo, dell’Ordine dei frati minori conventuali e direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento, ha espresso il suo disappunto per l’inganno delle reliquie in vendita. Ha sottolineato che le reliquie di San Francesco possono essere condivise solo gratuitamente dalle autorità ecclesiastiche competenti, mai vendute. La teca contenente i resti del Santo, infatti, è sigillata dal 1978, data dell’ultima ricognizione medico-scientifica, e non c’è alcun motivo per credere che siano stati separati o venduti frammenti.
Inoltre, fra Giulio ha invitato la stampa ad evitare di alimentare sensazionalismi su queste truffe, in quanto non contribuiscono alla credibilità delle testate e distorcono il significato religioso dell’ostensione.
L’appello di Monsignor Sorrentino
Monsignor Domenico Sorrentino, arcivescovo amministratore apostolico delle diocesi di Assisi, Nocera Umbra, Gualdo Tadino e Foligno, ha sottolineato l’importanza di monitorare il fenomeno. Dopo aver già denunciato casi simili per le reliquie di San Carlo Acutis, l’arcivescovo ha espresso tristezza per chi specula sulle reliquie di un santo, esposte alla venerazione universale. Ha esortato le autorità giudiziarie ad agire prontamente, come nel caso di San Carlo Acutis, per fermare queste truffe.
L’assessora Meloni condanna il fenomeno
L’assessora regionale al Turismo, Simona Meloni, ha condannato il fenomeno, ribadendo che la compravendita illegale delle reliquie danneggia l’immagine delle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco. “Questi atti vanno contro l’immagine che vogliamo trasmettere del nostro territorio”, ha detto l’assessora. Ha poi ricordato l’importanza delle celebrazioni, che sono state al centro della promozione turistica della Regione Umbria, e ha rassicurato che questo fatto non inficerà l’immagine delle celebrazioni.