Cocaina nascosta in pizzeria, l’ex ristoratore: “Per saldare i debiti di gioco”

L’imputato Gian Paolo Coresi, accusato di traffico di droga, si difende dalle accuse sostenendo di essere stato costretto a fare il corriere della cocaina per far fronte a debiti legati alle scommesse

Gian Paolo Coresi, 47 anni, accusato di aver trasportato, detenuto e occultato 65 chili di cocaina, di cui gran parte nascosta nel controsoffitto della sua pizzeria di Foligno, ha parlato per un’ora e mezza durante l’udienza davanti al sostituto procuratore Gennaro Iannarone e al gup Simona Di Maria. L’ex ristoratore ha fornito la sua versione dei fatti, ribadendo che il suo coinvolgimento nel traffico di cocaina era legato a una difficile situazione economica, causata da debiti nelle scommesse, in particolare sulle corse di cavalli.

La difesa di Coresi: “Corriere e custode della droga per i debiti”

Durante l’esame, Coresi ha sostenuto di essersi trovato costretto a diventare un “corriere” e un “custode della droga”, come definito dagli inquirenti, per risolvere la sua situazione finanziaria. L’imputato ha dichiarato di aver effettuato consegne di cocaina per conto di due uomini stranieri, di cui conosce solo il nome ma non il cognome, aggiungendo che tali individui non sono tra quelli indagati dalla Procura di Perugia. Questi uomini, ha sostenuto Coresi, gli avrebbero fornito la droga, che veniva trasportata in auto dotate di doppiofondo artigianale.

Le intercettazioni e la ricostruzione della Procura

Coresi ha inoltre contestato le intercettazioni telefoniche che, secondo la Procura, incastrano i membri di una organizzazione criminale. L’imputato ha affermato che queste conversazioni riguardano, in realtà, affari legati alla gestione dei suoi locali e non al traffico di droga, e che due degli indagati sono anche suoi soci nelle attività commerciali. La Procura di Perugia ha ricostruito le consegne di cocaina da parte di Coresi tra diverse città italiane, tra cui Pistoia, Venezia, Genova, Vicenza e Bologna.

Il rinvio del processo

Al termine dell’esame, il sostituto procuratore Iannarone ha annunciato che si riserverà di integrare la documentazione agli atti del processo, concludendo che avrà tempo fino al 18 marzo per farlo. Il gup ha quindi fissato un rinvio per il 7 maggio 2026, data in cui si terrà la prossima udienza per il processo abbreviato di Coresi.

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