Un cittadino macedone nato nel 1998 è stato denunciato alla Procura della Repubblica dalla Polizia di Stato di Perugia dopo essere stato trovato in possesso di un’accetta con lama in ferro da circa 30 centimetri e due taniche di benzina vuote, trasportati senza alcuna valida giustificazione a bordo di un’autovettura nei pressi di Assisi. Il controllo è stato effettuato dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Assisi nell’ambito dei servizi ordinari di presidio del territorio, e ha portato al sequestro degli oggetti e alla denuncia per possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere e minacce aggravate.
Il controllo del veicolo e la scoperta degli oggetti
Durante le consuete attività di controllo del territorio, gli operatori del Commissariato di Assisi hanno fermato un’autovettura con cinque persone a bordo. La procedura di ispezione del veicolo ha incluso la verifica del bagagliaio, dove gli agenti hanno rinvenuto i materiali che hanno immediatamente destato sospetti: due taniche di benzina vuote e un’accetta con lama in ferro della lunghezza di circa 30 centimetri.
Il conducente del mezzo, identificato come il cittadino macedone poi deferito all’autorità giudiziaria, non è stato in grado di fornire una spiegazione credibile e verificabile circa la presenza di tali oggetti nel proprio veicolo. Le circostanze relative all’orario, al luogo e al contesto del controllo hanno ulteriormente indebolito la versione fornita dall’uomo, rendendo di fatto insostenibile qualsiasi giustificazione circa il trasporto degli strumenti rinvenuti.
Il sequestro e la denuncia
Di fronte all’impossibilità di ottenere una giustificazione plausibile, gli agenti hanno proceduto con il sequestro dell’accetta e delle taniche, conformemente alle disposizioni normative in materia di oggetti atti a offendere. Il cittadino macedone è stato quindi accompagnato presso gli uffici del Commissariato di P.S. di Assisi, dove sono state espletate le attività di rito previste dalla legge.
Al termine delle operazioni, l’uomo è stato formalmente deferito all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere ai sensi dell’articolo 4 della Legge 110/1975, norma che vieta il porto fuori dalla propria abitazione di strumenti da punta o da taglio senza giustificato motivo. All’accusa si aggiunge quella di minacce aggravate, come comunicato dalla Polizia di Stato di Perugia.