Manuela Puletti, ex consigliera regionale, ha annunciato il suo addio alla Lega dopo 15 anni di militanza. La decisione arriva attraverso una lettera aperta in cui l’esponente politica spiega il disallineamento tra i suoi ideali e la linea politica portata avanti dalla segreteria regionale e nazionale. L’abbandono non coincide con scadenze elettorali, sottolinea Puletti, escludendo motivazioni legate a “salti delle poltrone”.
La rottura politica matura dopo mesi di riflessione durante i quali Puletti ha osservato l’evoluzione del partito con crescente distacco. “Sono mesi in cui non riesco a fare attività in prima linea, non riesco più ad aiutare gli altri militanti che sono il cuore pulsante di questo partito, a volte fin troppo spremuti e poco considerati”, ha dichiarato l’ex consigliera regionale nella sua lettera d’addio.
Il dissenso riguarda principalmente il metodo e l’approccio politico. Puletti denuncia la contraddizione tra dichiarazioni pubbliche e conversazioni private: “Non riesco a fingere, non riesco a dire pubblicamente una cosa per poi smentirla nelle chat private, come accade sempre più spesso ad ogni livello”. Una critica che punta il dito contro quella che definisce una gestione poco trasparente del partito.
Il percorso nella Lega: dal Ministero degli Interni al Consiglio regionale
La militanza politica di Manuela Puletti nella Lega è iniziata 15 anni fa, quando fece la prima tessera di Lega Nord in Toscana, attratta da “quegli ideali rivoluzionari, chiari e ben definiti”. Durante questi anni ha ricoperto ruoli di rilievo: dall’ufficio stampa al Ministero degli Interni alla segreteria provinciale, fino all’esperienza come consigliera regionale.
“L’istituzionalmente corretto, il compromesso, il solito vecchio modo di fare politica non me li sono mai sentiti cuciti addosso”, afferma Puletti spiegando le ragioni profonde dell’abbandono. La sua visione della politica rifiuta le “riverenze o dialoghi ipocriti solo per piacere a chi tiene il potere”, privilegiando invece il confronto diretto e il rispetto per ogni punto di vista.
La critica alla svolta moderata del partito
Nel suo lungo messaggio di commiato, l’ex consigliera regionale individua nella svolta moderata della Lega uno dei motivi principali della sua scelta. “È finito un grande amore che nel tempo mi ha regalato, sì, tante soddisfazioni ma che ha cambiato pelle negli ultimi anni diventando per me troppo moderato nel linguaggio e poco coerente nei fatti”, scrive Puletti.
La critica si estende anche ai risultati elettorali: “Vivo una Lega che si sposta sempre più al centro con l’obiettivo, forse, di adattarsi ad una società che sicuramente cambia ma la politica, a mio giudizio, dovrebbe essere espressione di valori e non adeguarsi al commercio elettorale che poi mi sembra, numeri alla mano, non abbia pagato, né in Regione né a livello nazionale”. Un riferimento diretto alle recenti elezioni regionali che non hanno premiato il Carroccio.
I mesi di silenzio e la decisione finale
Prima dell’annuncio ufficiale, Puletti ha attraversato mesi di riflessione silenziosa. “Ho cercato di ritrovare lo spirito giusto per ripartire, restavo alla finestra nella speranza che qualcosa cambiasse nella gestione, nei personalismi, nel merito oggettivo definito anche dalle recenti elezioni regionali”, spiega nella lettera.
L’inattività regionale e le scelte nazionali hanno contribuito, secondo la sua analisi, a far perdere identità e coerenza al movimento. La mancanza di ascolto dei territori e l’assenza di un confronto genuino hanno rappresentato il punto di non ritorno.
I ringraziamenti e lo sguardo al futuro
Nonostante le critiche, Manuela Puletti conclude la sua lettera con parole di riconoscenza: “Ringrazio la Lega per aver percorso con me quasi metà della mia vita, per avermi fatto vivere esperienze politiche importanti”. L’ex consigliera afferma di non rinnegare nulla del percorso fatto, pur riconoscendo che “quando in politica si spegne l’emozione vuol dire che è arrivato il momento di andare”.
La militante conclude rivolgendo un pensiero a chi ha creduto in lei “dentro e fuori dalla Lega” e sottolineando di aver sempre affrontato le proprie responsabilità “con fin troppa chiarezza, pagando anche in prima persona”. Una chiusura che segna la fine di un capitolo ma lascia aperte possibilità per il futuro politico dell’ex esponente leghista.