Un presunto mancato funzionamento di uno smartphone, segnalato da un cliente a un esercizio commerciale di Città di Castello, ha portato la Polizia di Stato a denunciare un dipendente per truffa. L’episodio si è verificato nei giorni scorsi ed è emerso a seguito di un’attività investigativa avviata dopo la segnalazione presentata dalla persona coinvolta, che si era inizialmente rivolta al punto vendita per ricevere assistenza sul proprio dispositivo elettronico.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il cliente si era recato nel negozio lamentando un presunto malfunzionamento del telefono. In quella circostanza, il commesso dell’esercizio commerciale avrebbe fornito una rappresentazione non veritiera dello stato del dispositivo, indicando la necessità di una riparazione particolarmente costosa. Una valutazione che avrebbe indotto l’acquirente a ritenere il proprio smartphone gravemente compromesso e non più recuperabile.
Sulla base di tali indicazioni, il dipendente avrebbe quindi convinto il cliente ad acquistare un nuovo smartphone, prospettando questa soluzione come economicamente più vantaggiosa rispetto all’intervento tecnico. L’operazione di vendita si sarebbe conclusa con l’apertura di una pratica di finanziamento, elemento che ha ulteriormente aggravato la posizione dell’indagato nel corso degli accertamenti successivi.
Le verifiche svolte dalla Polizia di Stato hanno però evidenziato una realtà diversa. Dagli accertamenti tecnici è infatti emerso che il dispositivo non presentava alcun guasto strutturale o problema di funzionamento riconducibile a componenti hardware o software difettose. Il telefono risultava semplicemente inutilizzabile a causa della memoria di archiviazione completamente piena, una condizione facilmente risolvibile senza la necessità di interventi onerosi o sostituzioni.
Alla luce di questi elementi, gli investigatori hanno ritenuto che il cliente fosse stato indotto in errore attraverso informazioni fuorvianti, finalizzate a ottenere un ingiusto profitto mediante la vendita di un nuovo apparecchio. Al termine dell’attività di indagine, il dipendente dell’esercizio commerciale è stato quindi denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di truffa.