Perugia, inaugurato il nuovo Ospedale di comunità

La struttura da 38 posti letto all’ex Grocco offre cure intermedie e assistenza continuativa. Proietti: “Un nuovo paradigma di sanità e welfare per l’Umbria”.

È stato inaugurato ufficialmente il nuovo Ospedale di comunità di Perugia, all’interno del Centro servizi ex-Grocco in via della Pallotta. La struttura, finanziata con fondi del Pnrr per un importo complessivo di 673.500 euro, è stata realizzata grazie all’impegno della Usl Umbria 1 e già certificata come pienamente operativa ai sensi del DM 77/2022.

Il nuovo presidio, dotato di 38 posti letto suddivisi in due moduli indipendenti, offre un livello intermedio di cure, con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale ai pazienti in uscita dagli ospedali o in arrivo dal territorio. Destinato a soggetti con patologie minori acute o cronicità riacutizzate, rappresenta, secondo il direttore generale della Usl Emanuele Ciotti, “un ponte tra ospedale e cittadino, dove la medicina di base ha un ruolo centrale”.

Ogni modulo è dotato di infermeria, palestra, soggiorno, sala da pranzo e cappella, oltre che di un team multidisciplinare incaricato della stesura di un Piano assistenziale individualizzato. A gestire l’accesso è la Centrale operativa territoriale, secondo protocolli precisi che mirano a ridurre i ricoveri impropri e ad assicurare un percorso assistenziale personalizzato.

Alla cerimonia erano presenti la presidente della Regione Stefania Proietti, il vicepresidente Tommaso Bori, la presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi, l’europarlamentare Marco Squarta e la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi.

“La direzione che stiamo tenendo è quella di una sanità multidisciplinare e trasversale”, ha dichiarato Ferdinandi, auspicando anche la riapertura del parco esterno alla cittadinanza. “È un luogo del cuore che deve tornare a vivere anche fuori dalla salute.”

“Qui realizziamo il paradigma di come vogliamo essere dovunque”, ha detto Proietti, parlando di un “rinnovato modello di welfare” e anticipando che nel nuovo Piano sociosanitario regionale sarà introdotta la figura del direttore del sociale, per colmare un vuoto attualmente presente nelle direzioni sanitarie.

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