Tari, il presidente Auri: “Notizie sui rincari non corrispondono a verità”

L’Autorità umbra rifiuti e idrico chiarisce sui Pef 2026-2027: istruttorie ancora in corso e dati non definitivi. Parla Andrea Sisti

Non risultano aumenti del 9% sulle bollette della Tari in Umbria, almeno sulla base dei dati ufficiali attualmente in fase di analisi. A chiarire la situazione è l’Auri, Autorità umbra rifiuti e idrico, intervenuta per smentire le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi su presunti rincari generalizzati legati ai Piani economici finanziari 2026-2027, ancora oggetto di istruttoria.

Secondo quanto riferito dall’Autorità, le verifiche sui dati contabili dei gestori, basate sull’esercizio economico 2024, non sono ancora concluse e non consentono, allo stato attuale, di trarre conclusioni definitive sull’andamento futuro delle tariffe. Le cifre diffuse, viene precisato, non trovano riscontro tecnico nei procedimenti in corso e deriverebbero da interpretazioni non corrette del quadro normativo.

A fare chiarezza è il presidente dell’Auri e sindaco di Spoleto, Andrea Sisti, che spiega come vi sia stata probabilmente una confusione tra l’aumento massimo teorico previsto dalle delibere Arera per il 2026 e le determinazioni tariffarie che saranno effettivamente assunte dall’Autorità una volta completate tutte le valutazioni. Un elemento rilevante è rappresentato anche dalle tempistiche fissate dalla normativa nazionale: la Legge di stabilità 2026 stabilisce infatti al 31 luglio 2026 il termine per l’approvazione delle tariffe, lasciando un ampio margine per approfondimenti e controlli.

L’Auri interviene in modo puntuale anche sul caso di Terni, contestando i dati diffusi da uno studio di Cittadinanzattiva che ipotizzava un incremento progressivo della spesa per una famiglia tipo. Secondo tale ricostruzione, la Tari sarebbe salita da 319 euro nel 2024 a 326 euro nel 2025. Un quadro che, secondo l’Autorità, non corrisponde ai numeri ufficiali.

I dati in possesso dell’Auri indicano infatti che nel Comune di Terni, per l’annualità 2024, la tariffa ha registrato una riduzione dell’1,2%, attestandosi a 311,24 euro. Lo stesso importo è stato confermato anche per il 2025, senza incrementi riconducibili a scelte locali. Le sole variazioni intervenute, viene chiarito, sono legate alle componenti perequative definite a livello nazionale da Arera, e non a un aumento del costo del servizio.

Nel ribadire la necessità di mantenere un approccio rigoroso su un tema che incide direttamente sui bilanci delle famiglie, Sisti richiama alla responsabilità informativa. «Non intendiamo alimentare sterili polemiche – sottolinea – ma è doveroso evitare allarmismi ingiustificati che non aiutano i cittadini a comprendere la reale situazione».

L’Autorità conferma quindi l’impegno a concludere le istruttorie con precisione e trasparenza, assicurando che le future determinazioni tariffarie saranno fondate su dati certi e verificati, nel rispetto delle scadenze previste. Un chiarimento che punta a riportare il dibattito su basi tecniche, in attesa delle decisioni ufficiali sui Pef 2026-2027.

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