Esame Suarez, chiesta condanna per Grego Bolli, Spina e Olivieti

Le richieste di condanna del pm Mocetti coinvolgono i vertici dell'Università per Stranieri di Perugia per aver favorito il calciatore con un esame concordato

Il sostituto procuratore Gian Paolo Mocetti ha formulato le richieste di pena per i tre imputati coinvolti nel processo relativo all’esame di italiano sostenuto dal calciatore Luis Suarez presso l’Università per Stranieri di Perugia nel settembre 2020. La requisitoria, presentata oggi in aula, chiede due anni e otto mesi per l’ex rettrice Giuliana Grego Bolli e per la professoressa Stefania Spina, mentre per l’allora direttore generale Simone Olivieri la richiesta è di due anni e quattro mesi. I tre rispondono, a vario titolo, di falso ideologico, rivelazione di segreto d’ufficio e falsità materiale.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, gli imputati avrebbero favorito l’atleta anticipando una sessione d’esame con motivazioni fasulle e concordando preventivamente domande e risposte per consentirgli di superare senza difficoltà la prova di lingua italiana. L’urgenza di Suarez era legata alla necessità di ottenere la certificazione linguistica indispensabile per richiedere la cittadinanza italiana, requisito fondamentale per il suo trasferimento dal Barcellona alla Juventus.

Nel corso della requisitoria, il pubblico ministero ha ripercorso l’intera vicenda avvalendosi delle intercettazioni telefoniche e ambientali effettuate dalla Guardia di Finanza. “Il problema non è che Suarez non sapeva una parola d’italiano, poteva essere un accademico della Crusca”, ha dichiarato Mocetti, “ma che il suo esame fu una farsa perché gli avevano dato un copione da recitare a memoria”.

Il procedimento giudiziario ha rivelato come i vertici dell’ateneo perugino avrebbero orchestrato l’intera operazione per agevolare il calciatore, che all’epoca necessitava con urgenza della documentazione. Tuttavia, il trasferimento alla Juventus non si concretizzò, così come la domanda di doppia nazionalità rimase sospesa.

Attualmente Luis Suarez milita nel Miami al fianco di Lionel Messi, mentre la Juventus, che con la sua richiesta aveva coinvolto inizialmente i vertici dell’Università per Stranieri, è risultata estranea ai fatti secondo le indagini. Il club bianconero aveva semplicemente manifestato interesse per il giocatore, innescando la catena di eventi che ha portato all’apertura dell’inchiesta.

Gli imputati hanno sempre negato le accuse, sostenendo che la prova fosse strutturata in modo semplice per tutti i candidati e che non ci fosse stato alcun trattamento di favore nei confronti del calciatore uruguaiano. La difesa avrà modo di esporre le proprie argomentazioni nella prossima udienza, quando saranno chiamati a controbattere alle richieste di condanna formulate dalla procura.

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