Non fermarono Agri Flor nonostante le irregolarità, chiesto il processo per tre dirigenti pubblici

La Procura di Perugia contesta omissioni e irregolarità nei controlli sull’impianto di compostaggio di Villa Pitignano: udienza preliminare fissata per il 5 febbraio.

Tribunale Perugia

La vicenda Agri Flor, legata all’impianto di produzione di compost alle porte di Perugia, riemerge sul piano giudiziario dopo anni di polemiche, proteste dei residenti e annunci di dismissione. La Procura della Repubblica di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio per tre dirigenti pubblici, ritenuti – secondo l’ipotesi accusatoria – responsabili di non aver fermato l’attività dell’azienda nonostante presunte irregolarità ambientali e urbanistiche. I fatti contestati riguardano il periodo in cui l’impianto operava nell’area di Villa Pitignano, a ridosso del fiume Tevere, generando un lungo contenzioso con i cittadini per le emissioni di cattivi odori. Ne riferisce Il Messaggero.

Il pubblico ministero Gemma Miliani ha avanzato la richiesta di processo nei confronti di Andrea Monsignori, Francesca Vincenti e Vincenzo Tintori. L’udienza preliminare è stata fissata per il 5 febbraio davanti al Gup Simona Di Maria. Tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva e avranno modo di difendersi nelle sedi opportune.

Nel dettaglio, ad Andrea Monsignori, all’epoca dirigente del Servizio energia e rifiuti della Regione Umbria, viene contestato il reato di rifiuto di atti d’ufficio. Secondo l’accusa, avrebbe omesso di procedere alla revoca dell’autorizzazione e alla chiusura dell’installazione, consentendo di fatto alla società Agri Flor di proseguire l’attività. L’omissione sarebbe collegata al mancato adeguamento dell’impianto alle Bat di settore (le migliori tecniche disponibili), entro i 180 giorni previsti dalla determina dirigenziale rilasciata dalla Provincia di Perugia nel luglio 2015, prorogati di ulteriori 180 giorni.

Per quanto riguarda il Comune di Perugia, Francesca Vincenti, dirigente dell’Edilizia privata e del Suape, rischia il giudizio per aver – secondo la Procura – attestato falsamente la regolarità urbanistica dell’impianto. In particolare, a seguito di una nota del Noe dei Carabinieri del 15 aprile 2024, con cui veniva chiesto di verificare la conformità urbanistica del sito, Vincenti avrebbe dichiarato che si trattava di un impianto esistente autorizzato nel corso degli anni secondo le norme vigenti, facendo riferimento ai pareri confluiti nell’Aia del 1° luglio 2015. Questa valutazione sarebbe stata in contrasto con il parere negativo espresso il 4 settembre 2020 da Enrico Antinoro, dell’Unità operativa pianificazione urbanistica del Comune, che indicava l’area come incompatibile con la destinazione del Prg, in quanto zona di particolare interesse agricolo e soggetta a vincolo ambientale per la vicinanza al Tevere.

Vincenzo Tintori e la stessa Vincenti sono inoltre accusati in concorso di aver omesso le attività richieste dal Noe per accertare la difformità urbanistica dell’impianto e adottare i conseguenti provvedimenti interdittivi. Secondo l’impostazione accusatoria, tale omissione avrebbe consentito ad Agri Flor di continuare a operare anche attraverso la sottoscrizione, il 24 febbraio 2022, dell’accordo integrativo al piano di dismissione e ripristino dell’azienda, firmato da Tintori.

Nel procedimento è indicato come parte offesa il Comitato Antipuzza di Villa Pitignano, Ponte Felcino, Bosco e Ramazzano, che per anni ha denunciato i disagi provocati dall’impianto e si è battuto per la sua chiusura. Il Comitato è assistito dall’avvocato Valeria Passeri. I tre dirigenti sono invece difesi dagli avvocati Mariagiovanna Belardinelli, Vincenzo Maccarone, Vittorio Betti e Marco Luigi Marchetti.

La richiesta di rinvio a giudizio riporta al centro dell’attenzione una vicenda che ha segnato a lungo il rapporto tra cittadini, istituzioni e attività produttive nell’area perugina, intrecciando temi ambientali, urbanistici e amministrativi. Sarà ora il giudice a valutare se le contestazioni mosse dalla Procura dovranno essere approfondite in un processo.

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