Il Bilancio di previsione 2026-2028 per la Regione Umbria è stato al centro del dibattito in Assemblea legislativa, con interventi che hanno delineato le sfide future e le priorità di sviluppo. La presidente Stefania Proietti, nel suo discorso, ha sottolineato che “l’Umbria è la nostra casa comune e noi siamo una famiglia” e ha descritto questo bilancio come le fondamenta di una casa che, nei prossimi cinque anni, dovrà essere costruita solida per garantire il benessere della comunità.
L’Assemblea legislativa lo ha approvato con i voti favorevoli della maggioranza di centrosinistra insieme alla la Legge di stabilità 2026. Lo ha fatto in entrambi i casi con 13 sì. L’Assemblea si è pronunciata al termine di un lungo e articolato dibattito. I due atti approvati sono stati proposti dalla Giunta regionale. In particolare l’Assemblea legislativa ha approvato con 13 voti favorevoli della maggioranza (Pd, M5s, Avs, Ud-Pp) e 8 contrari dell’opposizione (FdI, Lega, FI, Tp-Uc), le “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Umbria (Legge di stabilità regionale 2026)” e il “Bilancio di previsione della Regione Umbria 2026-2028”.
Prima del voto finale – riferisce Palazzo Cesaroni attraverso il suo ufficio stampa – sono stati respinti 10 emendamenti proposti dalla minoranza, 7 alla Legge di stabilità e 3 al Bilancio. Approvati due ordini del giorno: uno sul Trasimeno proposto dalla maggioranza (minoranza astenuta), un secondo sul sostegno ai negozi di vicinato nelle aree interne e alle botteghe artigiane, proposto dalla minoranza e firmato anche alla maggioranza. Bocciato un odg della minoranza, mentre un altro è stato rinviato in commissione. Sono intervenuti i consiglieri Melasecche (Lega), Pernazza (FI), Ricci (AVS), Pace (FdI), Simonetti (M5S), Arcudi (Tp-Uc), Tagliaferri (Ud-Pp), Betti (Pd), e gli assessori De Rebotti, De Luca, Meloni, Barcaioli, oltre alla presidente Proietti.
Le parole della presidente
Proietti ha definito l’inizio della legislatura come un “viaggio complesso” portato avanti insieme, nonostante il contesto di difficoltà e la manovra fiscale nazionale che ha reso ancora più arduo il compito. “Il nostro bilancio pone le basi, le fondamenta per una stabilità che necessitiamo”, ha detto la presidente. In particolare, l’attenzione è stata posta sulla sanità, con un piano socio-sanitario che mira a rafforzare il sistema regionale e affrontare le crisi strutturali.
Le dichiarazioni
Tommaso Bori, assessore al bilancio, ha parlato di una manovra che segna una discontinuità rispetto al passato, mettendo a disposizione mezzo miliardo di euro per supportare settori chiave come agricoltura, imprese e welfare sociale. Bori ha ribadito che il bilancio rappresenta un progetto politico che mira a una comunità inclusiva, con una visione orientata al futuro e una forte attenzione alle politiche sociali e sanitarie. “Questo bilancio non è solo numeri, ma scelte concrete per il welfare, la sanità pubblica e l’innovazione”, ha affermato, evidenziando come il bilancio preveda risorse per le famiglie, anziani, persone con disabilità e imprese locali.
Un tema cruciale del bilancio è rappresentato dalla transizione ecologica e dalla mobilità sostenibile, con investimenti per la rigenerazione urbana e la tutela del territorio. Inoltre, sono previsti investimenti significativi in sanità digitale, per garantire l’accesso alle cure essenziali e potenziare i servizi ambulatoriali e ospedalieri. Il bilancio prevede anche un sostegno ai piccoli agricoltori e la sostenibilità ambientale, con risorse destinate a progetti innovativi nel settore agricolo, come l’agricoltura biologica e l’adattamento climatico.
Per il relatore di maggioranza Francesco Filipponi (Pd) “questo è un bilancio di innovazione e discontinuità, che traccia un’Umbria policentrica, con alcune idee di sviluppo fondamentali. Nel suo complesso, il bilancio evidenzia una dimensione finanziaria coerente con le funzioni istituzionali della Regione, senza forzature né sovrastime, a beneficio della stabilità futura”
Tuttavia, le opposizioni hanno criticato duramente il bilancio, con Paola Agabiti (FdI) che ha parlato di un “bilancio senza visione”, accusando la Giunta di scegliere l’inerzia e di non affrontare le sfide con un piano strategico chiaro. “L’inasprimento fiscale non è una necessità, ma una scelta politica”, ha affermato Agabiti, sottolineando l’aumento della pressione fiscale che, secondo lei, non contribuirà a migliorare la competitività dell’Umbria. Secondo l’opposizione, il bilancio non risponde alle esigenze di sviluppo, occupazione e investimenti per il futuro.
In particolare, Agabiti ha criticato la gestione delle risorse europee, accusando la Giunta di non sfruttare le opportunità strategiche offerte dalla legge di bilancio nazionale, come il finanziamento per la protezione civile e l’infrastruttura sanitaria. “Questo bilancio non risponde alla crisi, non anticipa il futuro, ma si limita a un’operazione contabile senza ambizione di crescita”, ha aggiunto la consigliera.
Anche Donatella Tesei (Lega) ha espresso ferma opposizione, definendo il bilancio come un “libro dei sogni”, e criticando l’inasprimento fiscale che, secondo lei, non è giustificato. “Si raccontano bugie sulla trasformazione della sanità, che è peggiorata, non migliorata”, ha affermato Tesei, facendo riferimento alle liste d’attesa che non sono state ridotte come promesso. “Si usano gli stessi bandi già creati dalle precedenti amministrazioni, ma con un costo fiscale che non è giustificato”, ha aggiunto, lamentando la mancanza di riforme strutturali.
In risposta, la Giunta regionale ha difeso il bilancio, enfatizzando l’importanza degli investimenti concreti e della coesione territoriale, con risorse destinate a migliorare i servizi essenziali per i cittadini. Il bilancio, infatti, punta a garantire la stabilità del sistema sanitario e sociale, a sostenere la mobilità pubblica e a promuovere il welfare, nonostante il contesto economico complesso e le difficoltà derivanti dalla manovra fiscale nazionale.