L’Umbria è entrata ufficialmente nella ZES Unica, la Zona Economica Speciale che include anche le Marche, segnando così una svolta importante per il rilancio economico del centro Italia. Questo strumento, in precedenza riservato alle sole regioni del Mezzogiorno, promette di sbloccare enormi potenzialità di sviluppo, con vantaggi fiscali e amministrativi che si riveleranno determinanti per attrarre investimenti e stimolare la crescita.
Cos’è la ZES Unica e quali sono i benefici per l’Umbria?
La ZES è una misura di politica economica che mira a favorire gli investimenti e lo sviluppo in aree geografiche specifiche, offrendo agevolazioni fiscali e semplificazioni burocratiche per le imprese che decidono di insediarsi o espandersi in queste zone. L’Umbria, già riconosciuta come area in transizione e colpita dagli eventi sismici, beneficia di questa estensione che le consente di usufruire di strumenti cruciali come il credito d’imposta sugli investimenti e la sburocratizzazione dei processi autorizzativi.
Le agevolazioni fiscali sono il cuore della ZES, con un credito d’imposta che varia in base alla dimensione dell’impresa. Le piccole aziende possono usufruire di un credito del 35%, le medie del 25% e le grandi del 15%, ma solo per progetti legati a nuovi stabilimenti o per attività che diversificano la produzione o trasformano radicalmente il processo produttivo. Gli investimenti, che devono essere superiori a 200.000 euro, possono arrivare fino a 50 milioni di euro e riguardano l’acquisto di macchinari, impianti, immobili e terreni strumentali.
Ma non è solo il lato fiscale a fare la differenza. La ZES Unica prevede anche una semplificazione burocratica fondamentale, attraverso l’introduzione di un procedimento unico e un’autorizzazione unica, che accorpa tutti i passaggi necessari per avviare un progetto industriale o logistico. Questo snellisce l’iter autorizzativo e riduce notevolmente i tempi di attesa, offrendo alle imprese un ambiente normativo più snello e prevedibile. “L’obiettivo è fare dell’Umbria un territorio ancora più attrattivo per investimenti nazionali e internazionali,” ha dichiarato a La Nazione il senatore Franco Zaffini, presidente della Commissione Lavoro in Senato.
La ZES rappresenta anche un’opportunità per le aree colpite dal sisma, che potranno beneficiare di nuovi incentivi fiscali e amministrativi per favorire la ripartenza economica e la ricostruzione. Terni, Foligno, Gubbio, Città di Castello e il Trasimeno sono alcuni dei territori che avranno maggiori opportunità di crescita grazie a un quadro normativo più favorevole.
Le reazioni politiche sono entusiaste. Il sottosegretario all’Interno, Emanuele Prisco, ha dichiarato che l’estensione della ZES è un “passo decisivo” per valorizzare il tessuto produttivo umbro e contribuire al rilancio delle aree terremotate. Anche Riccardo Augusto Marchetti, segretario regionale della Lega Umbria, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa, affermando che con l’attivazione dello Sportello Unico Digitale ZES, le imprese umbre avranno a disposizione uno strumento semplificato per accedere agli incentivi e monitorare l’iter delle loro pratiche.
Tuttavia, ci sono ancora sfide da affrontare. Alcune aree umbre non sono ancora comprese nella Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027, una mappa che definisce i territori ammissibili ai benefici della ZES. La Regione, insieme al Governo, dovrà lavorare con la Commissione Europea per ampliare il perimetro degli aiuti e sbloccare ulteriori potenzialità di crescita per tutte le aree industriali e logistiche dell’Umbria.