È stata segnalata al ministero della Salute, secondo le procedure previste dalla legge, la vicenda della donna di poco più di 40 anni deceduta mercoledì scorso nella propria abitazione, dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello, dove si era recata per disturbi gastrointestinali.
La tragica morte della paziente – che, secondo quanto emerso dall’autopsia, sarebbe stata causata da una rottura dell’aorta toracica – ha spinto i familiari a presentare un esposto, dando il via a un’indagine penale tuttora in corso. A rendere nota la segnalazione è stata la direzione dell’Usl Umbria 1, che ha anche annunciato l’avvio di un audit clinico interno.
L’obiettivo è ricostruire nel dettaglio ogni fase del percorso assistenziale seguito dalla paziente e verificare l’aderenza ai protocolli clinici in vigore. “Stanno proseguendo con la massima attenzione le verifiche interne”, fa sapere l’Azienda sanitaria in una nota ufficiale.
La stessa nota sottolinea che l’Usl Umbria 1 intende fare piena chiarezza su quanto accaduto, garantendo massima trasparenza e collaborazione con l’autorità giudiziaria e con tutte le istituzioni coinvolte, nel rispetto della verità dei fatti e con l’obiettivo di tutelare la sicurezza dei cittadini.
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, insieme alla direzione dell’Usl, ha espresso vicinanza alla famiglia della donna, rinnovando l’impegno istituzionale a garantire una gestione trasparente della vicenda e a fornire pieno supporto agli accertamenti in corso.
L’autopsia ha rappresentato un passaggio chiave per l’inchiesta penale, evidenziando una causa di morte differente rispetto ai sintomi iniziali riferiti in ospedale. Proprio questo elemento ha spinto i familiari a sollevare dubbi sulla gestione clinica della paziente e a chiedere un approfondimento giudiziario.
Il caso, che riaccende il dibattito sull’efficacia dei percorsi di emergenza-urgenza, sarà ora oggetto di valutazioni da parte del ministero, a cui la segnalazione è stata trasmessa in base a quanto previsto dalle normative vigenti in tema di eventi avversi in ambito sanitario.
Il percorso investigativo proseguirà con l’analisi della documentazione sanitaria, delle testimonianze del personale coinvolto e dei dati raccolti durante l’audit, per capire se vi siano state omissioni, errori diagnostici o mancanze nella gestione della paziente.
L’Usl Umbria 1 ha ribadito che ogni aspetto del caso sarà approfondito con rigore, anche per garantire che simili situazioni non si ripetano in futuro. Nel frattempo, la comunità locale resta scossa dall’episodio, che ha acceso i riflettori sulla necessità di rafforzare la fiducia nei confronti del sistema sanitario, specie nei casi in cui i pazienti si rivolgono al pronto soccorso con sintomi apparentemente non gravi.