Istiga alla rivolta nel carcere di Capanne, detenuto a processo

Il 32enne marocchino avrebbe colpito agenti penitenziari e incitato i reclusi alla sommossa in due distinti episodi avvenuti nel 2024

È comparso davanti al tribunale di Perugia un detenuto marocchino di 32 anni, accusato di aggressione a pubblico ufficiale, danneggiamento e istigazione alla rivolta all’interno del carcere di Capanne. I fatti contestati dalla Procura della Repubblica risalgono a due diversi episodi, avvenuti tra il 10 gennaio e il 28 febbraio 2024, che hanno visto il coinvolgimento di più agenti della Polizia penitenziaria. Ne riferisce Umbria24.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, nel primo episodio l’uomo avrebbe rifiutato di rientrare nella propria cella dopo una convocazione dell’Ufficio di sorveglianza generale, reagendo con violenza e minacce verso un agente. Il detenuto avrebbe spintonato l’operatore di servizio e scaraventato a terra il telefono utilizzato per le comunicazioni interne, urlando frasi minacciose: «Pezzo di m… ti ammazzo a te e alla tua famiglia».

Il comportamento aggressivo sarebbe poi degenerato. Il detenuto avrebbe impugnato un estintore e lo avrebbe lanciato contro gli altri agenti accorsi per contenerlo, incitando contemporaneamente gli altri reclusi alla rivolta. Durante la concitazione, avrebbe urlato: «Mi hanno massacrato di botte, incendiate il carcere, ammazzate questi bastardi di m…, venite a prendermi qua!».

Nella colluttazione un agente penitenziario ha riportato una frattura composta del radio destro, con una prognosi di 21 giorni, mentre altri colleghi hanno riportato contusioni e traumi minori.

Il secondo episodio, avvenuto alcune settimane dopo, al termine di un colloquio con i familiari, ha visto nuovamente protagonista lo stesso detenuto. Secondo il decreto di citazione a giudizio, l’uomo avrebbe spintonato e minacciato un vice sovrintendente, per poi spruzzare un getto d’acqua ad alta pressione da un idrante contro gli agenti, nel tentativo di impedire l’ingresso del personale nella sezione detentiva.

Dopo aver danneggiato un vetro della porta con la lancia dell’idrante, il 32enne si sarebbe barricato nella sezione di isolamento, costringendo gli agenti a un intervento mirato per ripristinare la calma.

Per questi fatti, la Procura di Perugia ha contestato al detenuto i reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e istigazione alla rivolta. Gli inquirenti sottolineano la particolare pericolosità del comportamento, che ha messo a rischio l’incolumità del personale penitenziario e l’ordine interno dell’istituto.

Il processo è attualmente in corso e nei prossimi mesi saranno ascoltati gli agenti aggrediti e i testimoni dei due episodi, mentre la difesa cercherà di dimostrare che le reazioni del detenuto sarebbero state determinate da uno stato di alterazione e disagio psichico.

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