Parolin ad Assisi: “Non ci sarà vera pace senza due popoli e due stati”

Il Segretario di Stato Vaticano ribadisce la linea della Santa Sede per la soluzione a due Stati tra israeliani e palestinesi, sottolineando il legame tra la canonizzazione di Carlo Acutis e il messaggio di San Francesco.

Assisi si è trovata oggi al centro di un duplice evento di grande significato: la conclusione della Marcia della Pace PerugiAssisi e la celebrazione eucaristica in onore del primo giorno di festa di San Carlo Acutis dopo la sua canonizzazione. A presiedere la celebrazione è stato il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede.

Interpellato sulla crisi in Medio Oriente, il Cardinale Parolin ha ribadito con fermezza la posizione storica e attuale del Vaticano, sottolineando che la formula dei due Stati resta l’unica via percorribile. “Continuiamo a ritenere che quella dei due Stati per due popoli sia la formula che può aiutare a risolvere i problemi e i rapporti tra ebrei e palestinesi ed è perfettamente in linea con quando noi abbiamo sempre chiesto,” ha affermato il Cardinale.

Parolin ha poi voluto enfatizzare il fondamento imprescindibile per ogni vera risoluzione dei conflitti: la giustizia. Riprendendo un principio cardine della dottrina sociale della Chiesa, ha ammonito: “Non ci sarà la vera pace senza che sia fatta giustizia per tutti i popoli“, perché “a fondamento della pace deve esserci la giustizia”.

Il Cardinale Parolin ha commentato anche la fortunata coincidenza che ha visto la celebrazione del neo-Santo, Carlo Acutis, avvenire lo stesso giorno in cui si è conclusa la Marcia della Pace.”Siamo qui per pregare, celebrare e ringraziare il Signore per la canonizzazione di Carlo in questa terra francescana dove quello della pace è appunto uno dei temi più vivi e presenti, legato alla figura di San Francesco,” ha dichiarato Parolin.

La presenza del Segretario di Stato ad Assisi ha quindi rafforzato il legame indissolubile tra la spiritualità di San Francesco, il messaggio della Chiesa universale e l’impegno concreto per la pace e la giustizia sociale in un momento di profonde tensioni globali.

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