È approdata in aula la complessa vicenda giudiziaria che coinvolge un cittadino albanese di 40 anni, arrestato nel settembre 2023 a Castiglione del Lago dopo un inseguimento a bordo di un’Alfa Giulia rubata e successivamente evaso dalla caserma dei carabinieri, dove si trovava in stato di arresto.
Il processo si svolge dinanzi al collegio del tribunale di Perugia, presieduto dalla giudice Angela Avila, con a latere i magistrati Edoardo Esposito e Paolo Sconocchia. Il 40enne, difeso dall’avvocato Vincenzo Bochicchio, è imputato per una lunga serie di reati, tra cui: detenzione abusiva di arma da fuoco, ricettazione, riciclaggio, possesso ingiustificato di grimaldelli ed evasione.
L’arresto e la scoperta dell’auto rubata
L’episodio che ha dato origine al procedimento risale al settembre 2023, quando i carabinieri di Castiglione del Lago hanno intercettato l’uomo a bordo di un’auto sospetta, una Alfa Romeo Giulia risultata rubata, con targhe contraffatte e una pistola con matricola abrasa al suo interno.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il veicolo non si era fermato all’alt e aveva tentato la fuga per le vie del paese. Dopo un breve inseguimento, l’uomo aveva abbandonato l’auto e cercato di fuggire a piedi, ma è stato bloccato e arrestato in flagranza di reato.
La perquisizione e i materiali sequestrati
A seguito dell’arresto, la perquisizione del veicolo ha confermato la gravità del quadro indiziario. All’interno dell’Alfa Giulia sono stati rinvenuti:
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una pistola Tanfoglio Limited 40Hc calibro 40S&W, con matricola abrasa, sicura disinserita e caricatore contenente 16 proiettili;
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una smerigliatrice angolare professionale e un piede di porco di grandi dimensioni, strumenti ritenuti idonei allo scasso;
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targhe posticce, di cui una anteriore realizzata con materiale non conforme e quella posteriore dotata di sigillo dello Stato applicato tramite adesivo.
Gli inquirenti ipotizzano che il 40enne fosse coinvolto in un’azione predatoria, o che l’avesse già portata a termine, vista una segnalazione di furto giunta alla centrale poco prima dell’intervento dei militari.
La fuga dalla caserma: contestata anche l’evasione
Una delle imputazioni più gravi riguarda però la successiva evasione dell’indagato dalla caserma dei carabinieri, dove era stato portato in stato di arresto. Come descritto nel capo d’imputazione firmato dal pubblico ministero Mario Formisano, l’uomo si sarebbe allontanato dalla sala d’attesa della stazione dei carabinieri di Castiglione del Lago, facendo perdere temporaneamente le proprie tracce.
Secondo l’accusa, la disponibilità di un’arma da fuoco e la fuga dai locali dell’Arma costituiscono indicatori della pericolosità sociale del soggetto, sottolineata anche dalla sua presunta abitualità nella commissione di reati contro il patrimonio.
Il 40enne è stato rintracciato e nuovamente fermato nei giorni successivi, ma l’evasione rappresenta ora uno dei capi centrali del processo.
Il processo in corso a Perugia
Il procedimento penale è ora in fase dibattimentale presso il tribunale di Perugia, dove verranno valutate le prove raccolte dalla polizia giudiziaria, comprese le testimonianze degli operatori intervenuti e i rilievi tecnici effettuati sul veicolo e sul materiale sequestrato.
La difesa potrà cercare di contestare l’impianto accusatorio, puntando su eventuali vizi procedurali o elementi attenuanti legati alle circostanze della fuga e al possesso del materiale rinvenuto.