Meno bambini in classe, più attenzione a ciascuno: la nuova sfida per la scuola

Classi meno affollate, contrasto alla dispersione e sostegno alle aree interne: Avs lancia la raccolta firme anche in Regione

È stata illustrata il 29 settembre a Palazzo Cesaroni la proposta di legge di iniziativa popolare “Non più di 20 per classe. Facciamo spazio all’istruzione di qualità”, promossa da Alleanza Verdi e Sinistra, con l’obiettivo di ridurre il numero di alunni per classe, migliorare la qualità dell’insegnamento e rafforzare la scuola pubblica, soprattutto nelle aree più fragili del Paese.

A presentarla in conferenza stampa sono stati l’onorevole Elisabetta Piccolotti, prima firmataria, il consigliere regionale Fabrizio Ricci, capogruppo Avs, e l’assessore all’Istruzione della Regione Umbria Fabio Barcaioli.

La proposta prevede che ogni classe non superi i 20 studenti, che si riducono a 18 in presenza di un alunno con disabilità e a 15 quando gli alunni con bisogni educativi speciali sono più di uno. Il testo, già oggetto di una campagna nazionale di raccolta firme (disponibile online su verdisinistra.it).  mira anche a contrastare la dispersione scolastica, tutelare il benessere psicologico degli studenti e limitare chiusure e accorpamenti di plessi, con più dirigenti scolastici e un potenziamento del personale Ata.

“La nostra è una proposta semplice, facile da raccontare e capace di generare benefici immediati e diffusi”, ha spiegato l’onorevole Piccolotti, sottolineando come la raccolta firme non sia obbligatoria ma voluta: “Ci teniamo a farlo per riportare la scuola al centro del dibattito pubblico e per dimostrare a Valditara che su questa iniziativa esiste un consenso ampio e trasversale”. Secondo Piccolotti, il governo attuale “procede con piccoli provvedimenti ideologici che non risolvono i problemi della scuola”, mentre questa iniziativa nasce dal basso, con una visione di lungo periodo.

Anche il consigliere Ricci ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa per il territorio: “In molte realtà urbane e nei piccoli centri dell’Umbria ci sono classi con oltre 25 alunni. È difficile garantire attenzione individuale e supporto adeguato a chi ha esigenze specifiche. Ridurre il numero di studenti per classe significa migliorare la qualità della didattica e rafforzare la tenuta sociale dei territori fragili”.

“L’Umbria – ha aggiunto Ricci – è una delle regioni più esposte al rischio di chiusura di plessi scolastici, soprattutto nelle aree interne. Questa proposta può incidere su un problema serio e non più rinviabile”.

L’assessore Barcaioli ha invece evidenziato la coerenza della proposta con le battaglie in corso a livello regionale contro il dimensionamento scolastico: “Come assessorato abbiamo aderito subito, per noi è stata una boccata d’ossigeno. È una legge che sembra scritta per l’Umbria, dove il rischio di chiusura delle classi in zone montane è altissimo”, ha dichiarato.

“La soglia dei 400 studenti per ogni dirigenza scolastica rafforzerebbe la nostra posizione nella battaglia sul dimensionamento. Stiamo ricevendo moltissimi messaggi di ringraziamento, soprattutto da parte di docenti”, ha concluso, auspicando una partecipazione ampia alla raccolta firme.

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