Gubbio, restano in carcere i tre accusati della violenza di gruppo

Il gip conferma la custodia cautelare in carcere: le versioni degli indagati non convincono e risultano smentite da testimoni e vittima

Resteranno in cella i tre uomini arrestati per l’aggressione sessuale di gruppo avvenuta a Gubbio nella notte tra il 4 e il 5 settembre, in piazza Quaranta Martiri, ai danni di una coppia residente nella zona. La giudice per le indagini preliminari di Perugia, Natalia Giubilei, ha deciso di rigettare la richiesta di concessione dei domiciliari, confermando per tutti e tre gli indagati la misura cautelare più severa: il carcere.

I tre uomini – due fratelli salentini di 36 e 43 anni e un 36enne di Gualdo Tadino – erano stati arrestati mercoledì scorso con l’accusa di violenza sessuale di gruppo, tentata rapina e lesioni personali. Durante gli interrogatori di garanzia, le versioni da loro fornite sono apparse discordanti rispetto a quelle della vittima e dei testimoni oculari, che erano intervenuti dopo aver udito le urla disperate della donna.

Secondo quanto riferito dagli inquirenti, la vittima – una donna di 35 anni di Gubbio – ha descritto l’aggressione in maniera dettagliata e coerente, senza mostrare incongruenze nel suo racconto. Per il gip, è poco credibile l’ipotesi che si sia inventata tutto, come sostenuto invece dagli arrestati. La donna non conosceva i suoi aggressori, ma è riuscita a riconoscerne uno successivamente attraverso un profilo Facebook.

Le giustificazioni fornite dagli indagati non hanno convinto la giudice. Il fratello minore ha dichiarato di essersi soltanto avvicinato alla donna per aiutarla a rialzarsi, sostenendo che fosse ubriaca e cadesse ripetutamente. Il fratello maggiore ha negato qualsiasi contatto con lei, affermando di non averla nemmeno toccata. Il terzo uomo, un cuoco di Gualdo Tadino, si è invece avvalso della facoltà di non rispondere, ma gli altri due hanno indicato che sarebbe stato lui a iniziare il confronto con l’accompagnatore della donna, sostenendo si fosse trattato di un malinteso legato a una gelosia infondata.

Le indagini dei carabinieri di Gubbio sono ancora in corso, con l’obiettivo di chiarire con precisione le dinamiche dell’accaduto e confermare o smentire le responsabilità dei tre arrestati. Intanto, l’avvocato della difesa, Ubaldo Minelli, ha annunciato ricorso al tribunale del Riesame, contestando la decisione del gip e chiedendo la scarcerazione dei suoi assistiti.

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