Un momento di ascolto, condivisione e denuncia, per rompere il silenzio e accendere i riflettori sulle condizioni drammatiche del popolo palestinese. Si è svolto al Centro Islamico Culturale di Perugia un incontro pubblico promosso dal Movimento 5 Stelle, durante il quale sono state raccolte testimonianze dirette da Gaza e Cisgiordania, attraverso racconti di amici e familiari che hanno vissuto sulla propria pelle due anni di stragi quotidiane.
“Siamo di fronte al tentativo di annientare un popolo inerme”, è stato il messaggio forte lanciato durante l’evento, che ha messo al centro la voce della comunità palestinese, da anni punto di riferimento per l’Umbria grazie al lavoro del Centro. Il Movimento 5 Stelle di Perugia ha espresso un sentito ringraziamento a Zaynab Khalil, presidente del Centro, a Ridha Ferchichi, vicepresidente, e a Akherraz Mohamed, Imam di Perugia, per l’impegno costante nel promuovere l’integrazione e offrire sostegno concreto a chi vive in condizioni di difficoltà.
“Con i rappresentanti umbri del Movimento continueremo a promuovere iniziative di solidarietà e pressione politica“, hanno dichiarato i promotori, sottolineando la necessità di rompere l’indifferenza e denunciare apertamente le violazioni dei diritti umani. L’Umbria, è stato ribadito, vuole essere in prima fila: una regione coesa nel sostenere la causa palestinese, davanti a una crisi umanitaria definita senza mezzi termini come “un genocidio consumato nel silenzio di troppi“.
All’incontro erano presenti numerosi rappresentanti delle istituzioni locali legati al Movimento 5 Stelle. Tra questi, la deputata Emma Pavanelli, insieme ai consiglieri comunali di Perugia Stefano Nuzzo e Antonio Donato, al consigliere comunale di Assisi Adil Zaoin e al consigliere di Marsciano Alessio Rosi. Tutti hanno ribadito l’importanza di un impegno politico trasversale e costante, affinché il tema palestinese non venga relegato a una mera emergenza di cronaca, ma riconosciuto come una questione di giustizia internazionale.
Durante l’incontro è emerso con chiarezza il ruolo fondamentale delle comunità locali, non solo come luoghi di spiritualità e aggregazione, ma anche come spazi civili e culturali capaci di dare voce a chi è colpito dal conflitto. Il Centro Islamico di Perugia, in questo senso, si conferma come una realtà attiva e radicata, portatrice di valori di pace, accoglienza e dialogo interreligioso, in un contesto globale sempre più segnato da divisioni.
La serata si è chiusa con un invito all’azione, rivolto alle istituzioni, ai cittadini e ai media, affinché si costruisca una consapevolezza diffusa su quanto accade nei territori palestinesi, ma anche su ciò che è possibile fare, concretamente, per sostenere chi è sotto attacco. “La politica – è stato detto – non può più girarsi dall’altra parte“.