Omicidio Matteuzzi, ergastolo definitivo per l’ex calciatore del Foligno Padovani

La Corte di Cassazione conferma la condanna a vita per l'ex falchetto: uccise Alessandra Matteuzzi con ferocia e premeditazione nel 2022

Con la sentenza della Corte di Cassazione, è diventata definitiva la condanna all’ergastolo per Giovanni Padovani, ex calciatore del Foligno Calcio e modello, imputato per il femminicidio di Alessandra Matteuzzi, avvenuto a Bologna il 23 agosto 2022. La Suprema Corte ha respinto il ricorso della difesa, confermando integralmente la decisione dei giudici di primo e secondo grado.

La vicenda aveva sconvolto l’opinione pubblica per l’estrema violenza dell’aggressione e per la freddezza con cui era stata compiuta. Alessandra Matteuzzi, 56 anni, fu uccisa sotto casa sua dall’uomo con cui aveva avuto una relazione. L’agguato avvenne nel cortile dell’edificio in cui abitava: Padovani l’aspettò per colpirla ripetutamente con calci, pugni, martellate e infine con una panchina, in una scena di brutale ferocia.

Le aggravanti che hanno pesato nella condanna – tutte riconosciute anche in appello – includono lo stalking, la relazione affettiva con la vittima, la crudeltà e la premeditazione. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’ex calciatore aveva viaggiato fino a Bologna appositamente per compiere l’omicidio, in un contesto dominato da gelosia ossessiva e desiderio di vendetta per essere stato lasciato.

Durante il processo, la difesa aveva tentato di sostenere l’ipotesi dell’infermità mentale, chiedendo nuove perizie psichiatriche. Tuttavia, i consulenti nominati dal tribunale hanno escluso qualsiasi forma di incapacità, sottolineando che l’imputato avrebbe addirittura tentato di simulare disturbi psichici per influenzare le valutazioni cliniche. Le richieste della difesa sono state respinte anche in appello, con i giudici che hanno definito le ulteriori verifiche “superflue”.

Nelle motivazioni della sentenza d’appello, viene descritto un omicidio punitivo, messo in atto con lucidità e determinazione. L’uomo, si legge nei documenti, ha negato alla vittima ogni diritto alla libertà personale, trattandola come un oggetto da possedere e punire. La Procura generale aveva chiesto la conferma della pena massima, richiesta accolta in pieno dalla Corte di Cassazione.

Padovani, all’epoca dei fatti ventottenne, aveva militato nella stagione 2020-2021 nel Foligno Calcio, in Serie D, oltre ad aver intrapreso una carriera come modello. Conobbe Alessandra Matteuzzi tramite Facebook: da lì nacque una relazione che, con il tempo, divenne sempre più conflittuale, culminando in episodi documentati di gelosia, controllo e minacce.

La vicenda rientra purtroppo nel lungo elenco di femminicidi avvenuti in Italia negli ultimi anni, portando ancora una volta alla ribalta il tema della violenza sulle donne e della necessità di strumenti efficaci per prevenire tragedie annunciate. Il caso Matteuzzi è stato emblematico anche per l’incapacità, nonostante i segnali di pericolo, di intervenire prima che la violenza esplodesse in modo irreparabile.

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