Le tensioni interne all’Istituto comprensivo Perugia 12 di Ponte San Giovanni approdano in tribunale. Un docente è stato citato direttamente a giudizio dalla Procura della Repubblica di Perugia con l’accusa di danneggiamento aggravato ai danni dell’auto dell’allora dirigente scolastica Simona Ferretti, figura centrale delle recenti controversie che hanno interessato la scuola. Ne riferisce il Messaggero.
Secondo quanto ricostruito nel decreto firmato dal pubblico ministero Gianpaolo Mocetti, i fatti risalgono al 12 aprile 2024, quando l’insegnante avrebbe rigato con un oggetto appuntito la fiancata sinistra dell’auto della dirigente, parcheggiata in via Cestellini, di fronte al plesso scolastico. Il reato contestato viene aggravato dal fatto che il veicolo si trovava su suolo pubblico, quindi “esposto alla pubblica fede”, come specifica il capo d’accusa.
L’iniziale denuncia era stata presentata contro ignoti dalla stessa Ferretti, che all’uscita da scuola aveva trovato la propria vettura pesantemente danneggiata. A far luce sull’autore del gesto sono state le telecamere di videosorveglianza, che la dirigente aveva fatto riattivare dopo anni di inattività, proprio per migliorare la sicurezza dell’edificio scolastico. Quelle immagini hanno inchiodato il docente, già da tempo in rotta con la preside e noto, secondo le cronache locali, per aver espresso forti critiche alla gestione dell’istituto.
Il clima all’interno dell’Ic Perugia 12 era da tempo segnato da profonde spaccature, con una parte del corpo docente, alcuni genitori e associazioni cittadine che avevano promosso anche una raccolta firme per denunciare la gestione scolastica, indicando tra le criticità un forte calo di iscrizioni e numerosi trasferimenti di insegnanti. A giugno scorso, i promotori della petizione erano stati ricevuti dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Sergio Repetto, al quale avevano chiesto risposte concrete sulla situazione.
Nel frattempo, la dirigente Simona Ferretti ha concluso il suo incarico a Ponte San Giovanni, dopo aver ottenuto un nuovo ruolo all’Ufficio scolastico regionale, in seguito alla vittoria di un concorso nazionale. Durante la sua gestione, va ricordato, erano stati ottenuti finanziamenti significativi e implementata l’offerta formativa, ma non sono mancati attriti con parte del personale e della comunità scolastica.
Tuttavia, come evidenzia il decreto di citazione, il dissenso e il confronto – anche acceso – devono restare nei limiti della legalità. Quando le tensioni degenerano in atti vandalici e danneggiamenti, si configurano reati perseguibili penalmente, come nel caso in questione. Il docente accusato, assistito dall’avvocata Michela Sereni, dovrà presentarsi in aula il prossimo 7 maggio, data fissata per l’inizio del processo.
L’episodio solleva nuovamente il tema del clima interno alle istituzioni scolastiche, dove il confronto tra dirigenti, insegnanti e famiglie è fondamentale, ma deve avvenire nel rispetto reciproco e attraverso canali civili. La scuola, luogo educativo per eccellenza, non può permettersi di essere teatro di scontri personali o violenze, soprattutto quando coinvolgono figure adulte e di riferimento per gli studenti.