Rapina a mano armata ieri pomeriggio nel quartiere Ferro di Cavallo a Perugia, dove un orafo è stato aggredito e derubato da tre uomini, due dei quali travestiti da appartenenti alle forze dell’ordine. L’intervento è scattato a seguito di una chiamata al Numero Unico di Emergenza 112, che ha allertato il personale della Polizia di Stato, giunto rapidamente sul posto.
Secondo quanto riferito dalla vittima, l’episodio è avvenuto subito dopo il suo rientro da Arezzo, città in cui si era recato per rifornirsi di gioielli e metalli preziosi presso un grossista. Una volta rientrato nel capoluogo umbro, l’uomo è stato avvicinato da due individui con il volto coperto, i quali, fingendosi agenti, gli hanno intimato di scendere dal veicolo e sdraiarsi a terra.
Al rifiuto dell’uomo, i malviventi lo hanno trascinato fuori dall’auto con la forza. Mentre uno dei due lo colpiva con violenza, l’altro ha impugnato un martello e ha sfondato uno dei finestrini del veicolo, riuscendo così a sottrarre uno zaino che conteneva gioielli per un valore di circa 2.600 euro e i documenti personali della vittima.
Dopo il colpo, i due rapinatori si sono dati alla fuga salendo a bordo di un’auto, dove li attendeva un terzo complice, presumibilmente alla guida. L’azione si è svolta in pochi minuti e con estrema precisione, lasciando intendere una pianificazione accurata da parte del gruppo criminale.
Nonostante l’aggressione subita, la vittima non ha riportato ferite gravi e si è recata autonomamente presso la Questura di Perugia per sporgere denuncia formale.
Attualmente sono in corso le indagini della Squadra Mobile, che ha avviato accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e identificare i responsabili. Particolare attenzione è rivolta all’eventuale presenza di telecamere di videosorveglianza nella zona, che potrebbero aver ripreso l’auto utilizzata dai fuggitivi o altri dettagli utili.
Le modalità della rapina – con l’uso di travestimenti da agenti – indicano un modus operandi già riscontrato in altri episodi simili in ambito nazionale, sollevando l’ipotesi di un gruppo specializzato che potrebbe operare anche al di fuori dei confini regionali. Gli inquirenti stanno inoltre valutando se la vittima sia stata seguita fin dal viaggio di ritorno da Arezzo, elemento che farebbe supporre una premeditazione accurata del colpo.