Durante la Festa della montagna a Gubbio, il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco ha ribadito l’impegno dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni per il rilancio delle aree interne italiane, sottolineando l’importanza del Piano strategico nazionale per le aree interne 2021-2027 (Psnai). All’incontro ha partecipato anche il collega Luigi Sbarra, condividendo le linee di azione per contrastare il declino demografico e promuovere sviluppo.
“Non si tratta di un documento astratto ma di un progetto operativo, mirato a garantire un futuro concreto a questi territori”, ha affermato Prisco, spiegando che il Governo intende investire risorse importanti in settori chiave: sanità, lavoro, digitalizzazione e nuove opportunità per i giovani.
La nuova strategia del Psnai amplia il raggio d’azione rispetto alla precedente programmazione, arrivando a coinvolgere 123 aree interne, 1.882 comuni e circa 4 milioni di cittadini. L’obiettivo principale è fermare l’emigrazione, rafforzare i servizi essenziali e rendere i territori più attrattivi. Le risorse verranno impiegate per migliorare infrastrutture scolastiche, il sistema sanitario territoriale, i collegamenti e l’accesso alla rete digitale.
Secondo il sottosegretario, le aree interne non chiedono assistenzialismo, ma strumenti efficaci per crescere, in netto contrasto con modelli precedenti basati, a suo dire, su misure passive. Prisco ha sottolineato che il Governo Meloni respinge l’idea, diffusa secondo lui dalle opposizioni, di un “spopolamento irreversibile”, sostenendo invece una visione di rilancio possibile e concreto, grazie a un nuovo approccio alla programmazione e all’uso dei fondi disponibili.
Il nuovo Psnai punta sulla coesione territoriale e lo sviluppo sostenibile, lavorando per migliorare la qualità della vita nelle zone più periferiche del Paese. In questo contesto, Prisco ha citato anche lo strumento della Zona Economica Speciale, che potrà offrire ulteriori opportunità grazie a semplificazioni amministrative e incentivi per attrarre investimenti.
L’intervento del Governo prevede un cambio di passo nella gestione delle risorse pubbliche, superando logiche assistenzialiste per favorire politiche attive. “Non servono redditi di cittadinanza – ha aggiunto Prisco – ma politiche occupazionali concrete, legate alla valorizzazione dei territori”.
Secondo il sottosegretario, le gestioni precedenti a guida della sinistra hanno contribuito a far scivolare molti territori strategici tra le cosiddette “regioni in transizione”, aggravando la perdita di popolazione e servizi. Per questo, ha concluso, serve un nuovo modello di governance, capace di ascoltare le comunità locali e intervenire in modo mirato per generare sviluppo reale.