È ormai imminente l’istituzione del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria per Umbria e Marche, con sede a Perugia, come annunciato dalla deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli, a seguito di un’interrogazione parlamentare da lei presentata. Il Ministero della Giustizia ha confermato che i decreti attuativi sono stati approvati dai ministeri competenti e saranno adottati a breve, sancendo una svolta attesa da tempo.
La decisione arriva in un momento particolarmente critico per il sistema carcerario umbro. Secondo i dati forniti dallo stesso Ministero, nelle carceri regionali sono attualmente reclusi 1.680 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 1.339 posti, con un tasso medio di affollamento pari al 130,84%. Un sovraccarico che colloca l’Umbria tra le regioni italiane con il più alto indice di pressione carceraria rispetto alla popolazione residente.
La risposta del Ministero ha anche evidenziato una significativa carenza di organico nel personale di Polizia penitenziaria, sottolineando la necessità urgente di potenziare gli istituti di Perugia, Terni, Orvieto e Spoleto. In questo contesto, Pavanelli ha rilanciato la proposta di un piano straordinario di assunzioni, che superi il mero ricambio fisiologico del turn over e consenta un rafforzamento strutturale delle risorse umane.
“È un risultato importante – afferma la deputata – ma rappresenta solo un primo passo verso una piena autonomia gestionale del sistema penitenziario umbro. Non possiamo accontentarci: continueremo a vigilare affinché alla nostra regione non venga più riservato un trattamento da area marginale, né sul piano infrastrutturale né su quello del personale”.
L’istituzione del nuovo Provveditorato è considerata dal Movimento 5 Stelle una risposta concreta alle sollecitazioni avanzate nel corso degli ultimi anni e un atto dovuto verso un sistema che presenta criticità strutturali non più trascurabili.
La nuova struttura permetterà, nelle intenzioni, una gestione più efficiente, autonoma e mirata delle problematiche locali, contribuendo a rafforzare sicurezza, legalità e condizioni di vita dignitose tanto per i detenuti quanto per il personale penitenziario.