Patto per la sicurezza sul lavoro, Molinari (Uil): “Ora le imprese non perdano tempo”

Sottoscritto da tutti i gruppi consiliari il protocollo della Uil Umbria per la sicurezza nei cantieri pubblici. Subappalti, tracciabilità e superamento del massimo ribasso tra i punti chiave.

Un fronte comune per la tutela del lavoro negli appalti pubblici. Il Protocollo regionale unico per la sicurezza e la qualità del lavoro promosso dalla Uil Umbria e condiviso con le categorie sindacali, ha ottenuto l’adesione di tutti i capigruppo dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, sia di centrodestra che di centrosinistra. Un risultato definito “segno evidente che, di fronte alla sicurezza sul lavoro, gli steccati politici perdono di senso”, come ha sottolineato Maurizio Molinari, segretario generale della Uil regionale.

Il documento è ora sul tavolo della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e punta a introdurre regole comuni e vincolanti per garantire trasparenza, sicurezza e legalità nei cantieri pubblici. Tra i punti principali: tracciabilità dei cantieri, obbligo di applicazione dei contratti collettivi, divieto di dumping contrattuale, clausole sociali per il riassorbimento del personale e superamento del criterio del massimo ribasso.

“A partire dagli appalti – afferma Molinari – la Regione può e deve dare un segnale forte, adottando pratiche che garantiscano dignità, tutela e formazione ai lavoratori”. In questa direzione, il protocollo elaborato propone l’introduzione di incontri preventivi sugli appalti, una fase di valutazione preliminare in cui coinvolgere le parti sociali per assicurare il rispetto delle regole a tutela dell’occupazione.

“Il dumping contrattuale resta un problema da affrontare con decisione”, ha spiegato ancora il segretario Uil, specificando che per il settore dell’edilizia dovrà essere obbligatoria l’iscrizione alla Cassa edile e sarà essenziale vigilare sull’effettiva applicazione dei contratti nazionali e integrativi firmati dai sindacati maggiormente rappresentativi.

Uno degli obiettivi centrali del protocollo è anche la promozione della tracciabilità come presidio di legalità. Ogni cantiere, si legge nel documento, “dovrà essere tracciabile, vigilato, regolamentato e abitato da lavoratori consapevoli, protetti, formati e dignitosamente retribuiti”. In questa direzione si punta a rendere obbligatorie, nei capitolati speciali d’appalto, le procedure del “Cantiere trasparente”, strumento fondamentale per contrastare fenomeni di illegalità, irregolarità contributiva e infiltrazioni criminali.

Altro nodo cruciale è quello del subappalto, il cui uso indiscriminato può frammentare responsabilità e indebolire le tutele. Per questo il protocollo suggerisce limiti più stringenti all’esternalizzazione delle lavorazioni e il ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, in alternativa al massimo ribasso, da superare.

“Da settembre – annuncia Molinari – ripartirà la nostra campagna ‘Zero morti sul lavoro’ e sarà avviata un’importante iniziativa nazionale con la Uil per rilanciare questi temi”. Un impegno concreto che punta a portare la sicurezza sul lavoro al centro dell’agenda politica regionale, ma anche a coinvolgere altri enti locali, a cominciare dai Comuni, nell’adozione dei principi del protocollo.

La Seconda commissione consiliare dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, competente per materia di lavoro, sarà il luogo deputato ad avviare il dibattito. “Auspichiamo – conclude Molinari – che il confronto riparta subito dopo la pausa estiva, trasformando questi principi in atti concreti”.

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