Tre ambiti fondamentali per il futuro dell’ospedale San Matteo degli Infermi di Spoleto hanno finalmente trovato una chiara traiettoria di rilancio: riapertura del reparto di cardiologia, potenziamento della chirurgia robotica e investimenti sul pronto soccorso. È quanto emerso durante un recente incontro istituzionale tra Comune di Spoleto, Regione Umbria e Usl Umbria 2, al quale hanno partecipato anche la presidente della Regione Stefania Proietti, il direttore regionale alla sanità Daniela Donetti, i vertici dell’Usl2 e il consigliere regionale del Partito Democratico Stefano Lisci. Ne riferisce Il Messaggero.
Il punto più atteso riguarda la cardiologia: da settembre 2025 il reparto tornerà operativo con otto posti letto dedicati alla riabilitazione cardiologica, un segnale importante di ritorno alla piena funzionalità del presidio sanitario spoletino. Una risposta concreta alle richieste del territorio, dopo mesi di incertezza sulla sorte di uno dei reparti cardine dell’ospedale.
Parallelamente, sono stati annunciati investimenti significativi per lo sviluppo della chirurgia robotica, non solo in termini di attrezzature, ma anche di organizzazione. Le sedute operatorie verranno estese fino a 12 ore giornaliere, permettendo di ridurre le liste d’attesa. Inoltre, è in programma l’istituzione di un centro di formazione specializzato, in grado di valorizzare le competenze già presenti nella struttura e attrarre nuovi professionisti.
Sul fronte del pronto soccorso, Lisci ha confermato che i lavori finanziati con fondi Pnrr verranno eseguiti nei tempi previsti, portando a un potenziamento del servizio. È prevista, infatti, la creazione di sei posti letto di terapia semintensiva, destinati a rafforzare l’assistenza nei casi di maggiore gravità, migliorando l’efficacia dell’intero sistema di emergenza.
Nel corso del summit, il direttore generale Massimo De Fino ha evidenziato che sono in corso investimenti complessivi per 11,9 milioni di euro, di cui 3,5 milioni già impiegati in interventi conclusi. Un dato che conferma la volontà della Regione Umbria di puntare concretamente sull’ospedale di Spoleto come presidio strategico per l’intero territorio.
Un capitolo a parte riguarda la “casa di comunità”, il nuovo modello sanitario di prossimità previsto dalla riforma nazionale. In merito, il direttore generale della Usl Umbria 2 ha annunciato lo stanziamento delle risorse necessarie all’acquisto dei beni sanitari e non, propedeutici all’attivazione effettiva della struttura. Si tratta dell’ultimo tassello per rendere operativa una realtà destinata a diventare punto di riferimento per l’assistenza territoriale.