Sisma Alta Umbria, contributi Cas fermi da mesi: “I soldi ci sono, perchè non li danno?”

A Umbertide e Perugia famiglie ancora in attesa del CAS. Il Comune altotiberino chiede chiarezza al Dipartimento nazionale di Protezione civile. Ma il Comitato Rinascita 9 Marzo protesta

È  bloccata da oltre tre mesi l’erogazione del Contributo di autonoma sistemazione (CAS) destinato ai cittadini colpiti dal sisma del 9 marzo 2023, e cresce la preoccupazione tra le famiglie interessate, soprattutto a Umbertide e Perugia. A far esplodere la tensione sono state le informazioni ricevute da alcuni residenti, che rivolgendosi al centralino della Protezione civile nazionale si sono sentiti dire che il contributo non sarebbe più erogato e che nessuna nuova ordinanza per garantirne la prosecuzione sarebbe attualmente alla firma.

A denunciare pubblicamente l’impasse è stata la vice sindaca di Umbertide, Annalisa Mierla, che ha scritto direttamente al Capo del Dipartimento di Protezione Civile, Fabrizio Curcio (nella nota è menzionato Ciciliano, ma il riferimento potrebbe essere operativo), chiedendo chiarimenti sui tempi di sblocco della situazione. “È fondamentale capire se e quando il CAS verrà sbloccato – ha spiegato Mierla – perché le famiglie non possono restare nell’incertezza dopo più di un anno dal terremoto”.

Le rassicurazioni giunte da Roma, pur tempestive, non hanno chiarito la sostanza del problema. Da parte del Dipartimento si è parlato di un malinteso, ma la situazione resta ferma: il Comune di Umbertide ha già ricevuto una parte dei fondi, ma non può procedere ai pagamenti senza l’autorizzazione regionale. A sua volta, la Regione attende una specifica ordinanza del Dipartimento nazionale che consenta il proseguimento delle erogazioni.

“La legge approvata garantisce il CAS per tutto il 2025”, ha ricordato la vice sindaca, sottolineando come l’inerzia normativa e amministrativa rischi di vanificare un diritto già riconosciuto. A livello locale, la preoccupazione è tangibile, come evidenziato anche dal Comitato Rinascita 9 marzo, che ha rilanciato la denuncia non solo per Umbertide ma anche per Perugia.

“Molte famiglie stanno affrontando difficoltà economiche crescenti – sottolinea il Comitato – e questa incertezza mina la fiducia nelle istituzioni”. Per questo, il gruppo ha annunciato che porterà la questione all’attenzione di tutte le autorità, da quelle comunali e regionali fino al Commissario Straordinario per la ricostruzione, Guido Castelli. Al Commissario viene inoltre chiesto un confronto sulle agevolazioni fiscali previste per i terremotati in altri territori, e che, secondo il Comitato, non trovano attuazione in Umbria.

Secondo quanto emerge, l’amministrazione del Comune di Perugia – coinvolto per Sant’Orfeto – sarebbe in arretrato di 4 mensilità ovvero di un terzo del contributo annuale e le famiglie non sanno più nulla da dopo le celebrazioni del secondo anniversario del sisma 2023, ovvero dal marzo 2025.

Ma il Comitato va più a fondo: “Le famiglie terremotate da mesi aspettano il pagamento dei contributi di autonoma sistemazione. I Comuni non sono in grado di pagare i Cas agli aventi diritto: Umbertide, che ha pagato sempre mensilmente è fermo ad aprile e Perugia ha pagato marzo. Nella riunione del 30 giugno scorso tutte le autorità hanno affermato che in pochi giorni si sarebbe provveduto, ripristinando un regolare flusso contributivo: ad oggi le famiglie sono strette tra chi chiede loro di onorare gli affitti (e adesso anche le rate dei mutui sospesi)e questi mancati pagamenti .La situazione è veramente insostenibile, anche perché le legittima domande relative ai perché del ritardo restano senza risposta. Dove si è inceppato il meccanismo, se è vero che i fondi (circa 900.000 euro ndr) sono stati stanziati?. Perchè non si riparte?

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