La Polizia di Stato di Perugia ha disposto la sospensione per 10 giorni dell’attività di una struttura ricettiva a Ponte San Giovanni, sulla base di un decreto firmato dal Questore Dario Sallustio, in applicazione dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.).
Il provvedimento è stato notificato dal personale della Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale, che ha dato esecuzione alla chiusura temporanea dell’albergo. Alla base della decisione vi sono gravi violazioni amministrative riscontrate nel corso di controlli congiunti eseguiti dalla Questura e dalla Polizia Locale di Perugia.
Durante le verifiche, l’esercizio è risultato inadempiente rispetto agli obblighi che impongono ai gestori delle strutture ricettive di comunicare all’Autorità di pubblica sicurezza i dati identificativi degli ospiti. L’infrazione non si è limitata a un singolo episodio, ma ha assunto carattere reiterato, tanto da allertare le forze dell’ordine sul rischio per la sicurezza pubblica.
Le autorità hanno inoltre accertato l’impiego di lavoratori senza regolare contratto, assegnati a mansioni fondamentali come accoglienza, portierato e pulizie. Un aspetto che, oltre a configurare un illecito in materia di diritto del lavoro, ha evidenziato l’assenza di un sistema gestionale conforme agli standard legali.
A rendere ancora più grave la posizione della titolare dell’attività è stata l’omessa corresponsione dell’imposta di soggiorno, un obbligo fiscale fondamentale per la trasparenza e il corretto funzionamento del settore turistico locale. Questo tipo di inadempienza danneggia non solo l’erario, ma anche la concorrenza tra operatori del settore.
Le violazioni riscontrate hanno avuto anche implicazioni dirette sulla sicurezza pubblica, poiché tra gli ospiti non segnalati all’autorità figuravano persone con precedenti penali. Questo ha comportato un concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza, portando la Questura ad agire in modo immediato e fermo.
Il decreto di chiusura, dunque, non rappresenta solo una sanzione amministrativa, ma un intervento preventivo volto a garantire la tutela dell’interesse collettivo, in un ambito – quello delle strutture ricettive – particolarmente delicato per l’ordine pubblico.