Teatro Morlacchi, visione internazionale e radici umbre per la stagione 2025/2026

Presentata a Solomeo la nuova programmazione del TSU: cultura, giovani e territori al centro del progetto

Un teatro che racconta l’Umbria al mondo, senza rinunciare alla sua anima profonda e identitaria. È questa la sintesi della stagione 2025/2026 del Teatro Morlacchi di Perugia, presentata a Solomeo alla presenza di Brunello Cucinelli, del direttore del Teatro Stabile dell’Umbria Nino Marino e delle istituzioni regionali. Un progetto culturale che punta a rafforzare l’impatto sociale, artistico ed economico della cultura sul territorio.

«Il Teatro Morlacchi è uno dei cuori pulsanti della cultura perugina e umbra», ha dichiarato la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, nel corso della presentazione. «Esprime un’anima forte, libera e capace di guardare al futuro con visione», ha aggiunto, sottolineando come la nuova stagione confermi la doppia vocazione della storica sala perugina: internazionale nel respiro artistico e locale nelle radici.

Il cartellone si presenta ricco di proposte artistiche eterogenee e di alta qualità, alternando nomi di spicco del teatro e della danza a percorsi educativi, inclusivi e contemporanei. «Accanto ai grandi nomi, si affermano accessibilità culturale e attenzione per le nuove generazioni», ha evidenziato Proietti, che ha annunciato anche abbonamenti fortemente scontati per gli under 18, in un’ottica di avvicinamento dei giovani al teatro e, più in generale, alla cultura.

La nuova stagione del TSU prevede anche una circuitazione regionale degli spettacoli, in una logica di capillarità culturale, che coinvolgerà i teatri delle città umbre, contribuendo a creare occasioni di incontro e crescita per tutte le comunità locali. «La formula itinerante fa bene alle comunità», ha ribadito Proietti.

Il Teatro Morlacchi viene dunque interpretato come spazio vivo e in continua trasformazione, capace di raccontare il presente e aprirsi al futuro. Secondo la Presidente della Regione, è «un esempio virtuoso del ruolo che l’arte può avere nello sviluppo culturale, sociale ed economico di un territorio».

La Regione Umbria ha inoltre rinnovato il proprio impegno a sostenere il Teatro Stabile dell’Umbria e il suo progetto complessivo. «Investire nel teatro significa credere nel potere trasformativo della cultura», ha concluso Proietti, «perché ogni spettacolo è un dono alla comunità e un’opportunità per costruire insieme un’Umbria migliore».

Presente all’incontro anche il vicepresidente della Giunta regionale, Tommaso Bori, con delega alla cultura, che ha confermato la volontà dell’amministrazione regionale di promuovere politiche culturali inclusive e innovative.

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