Prosegue con determinazione l’impegno della Regione Umbria a favore della popolazione palestinese, in particolare per denunciare le violenze nella Striscia di Gaza e promuovere azioni concrete verso il cessate il fuoco. Dopo l’approvazione, due mesi fa, di una mozione che riconosce lo Stato di Palestina e la partecipazione allo sciopero della fame promosso dalla rete di Trieste, l’Umbria ha annunciato il suo sostegno all’iniziativa legislativa della Regione Toscana.
“Rispondiamo presente all’appello della Toscana”, ha dichiarato l’assessore regionale alla Pace Fabio Barcaioli, sottolineando l’intenzione dell’Umbria di contribuire a una proposta di legge regionale di iniziativa parlamentare per chiedere al Governo italiano di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina. “Sosteniamo ogni iniziativa che rafforzi la voce delle Regioni italiane in questa battaglia di dignità e giustizia – ha aggiunto –. L’Umbria è pronta a fare la propria parte anche in un’azione congiunta per portare il tema in Parlamento”.
Il meccanismo previsto dalla Costituzione consente, con l’adesione di almeno cinque Consigli regionali, di presentare una proposta di legge direttamente in Parlamento. In questo quadro, l’Umbria si affianca alla Toscana e guarda con favore alle scelte di Emilia-Romagna e Puglia, che hanno sospeso ogni forma di relazione istituzionale con lo Stato di Israele. “Anche noi – ha ricordato Barcaioli – non abbiamo in essere accordi o collaborazioni con soggetti riconducibili al Governo israeliano”.
La Regione ribadisce così la propria coerenza e il suo percorso di lunga data accanto al popolo palestinese, come dimostra il gemellaggio tra Assisi e Betlemme, considerato un simbolo concreto di pace e cooperazione che parte dai territori. L’assessore ha inoltre annunciato un imminente incontro con una delegazione di sindaci della Cisgiordania, volto a rafforzare i legami di cooperazione internazionale con le aree maggiormente colpite dal conflitto.
A ciò si aggiunge l’adesione alla campagna “R1pud1a” di Emergency, che chiede il cessate il fuoco immediato e la fine dell’assedio a Gaza. “Diciannove mesi di devastazione non possono diventare la norma”, ha detto Barcaioli. “Non vogliamo essere complici e continueremo a usare ogni spazio politico per chiedere il rispetto del diritto internazionale e il riconoscimento dello Stato di Palestina. La pace non può più attendere”.