Mercato del lavoro in Umbria: aumentano cassa integrazione e fragilità contrattuale

Boom degli ammortizzatori sociali, crescita degli over 50 e delle donne occupate. Regione e sindacati chiedono interventi su energia, credito e formazione

In Umbria il mercato del lavoro sta vivendo una fase di trasformazione profonda, ma anche di forte tensione. Cassa integrazione ordinaria e straordinaria, insieme al Fondo di integrazione salariale (Fis), registrano incrementi significativi, segno di un sistema occupazionale sotto pressione. Parallelamente, crescono gli occupati tra gli over 50 e le donne, spesso però in condizioni contrattuali fragili, segnate da part-time involontari e contratti a termine.

Cassa integrazione in crescita: i dati

Secondo quanto diffuso dalla Cisl Umbria attraverso il segretario Angelo Manzotti, i dati Inps riferiti a marzo 2025 rispetto allo stesso mese del 2024 parlano chiaro:

  • Cassa integrazione ordinaria: da 285.040 a 392.300 ore autorizzate (+37,6%)

  • Cassa integrazione straordinaria: da 260.220 a 348.600 ore (+33,9%)

  • Fondo di integrazione salariale (Fis): da 13.231 a 24.500 ore (+85%)

A preoccupare è l’automotive, comparto fortemente colpito da crisi internazionali, caro energia e mancanza di credito. Le piccole imprese artigiane risultano particolarmente esposte, come evidenziato dal balzo del Fis. “Bisogna agire su rinnovabili ed energia, ma anche sulle banche locali ormai scomparse”, avverte Manzotti, che sollecita inoltre formazione mirata per trattenere i lavoratori in azienda, specie in settori in via di riconversione.

Politiche attive: il piano da 209 milioni

La Regione Umbria ha messo in campo un piano strutturato di politiche attive del lavoro, per un totale di 209 milioni di euro. Il programma si articola su tre direttrici principali:

  • Fondo sociale europeo (2021-2027): 96 milioni

  • Fondo per l’occupazione giovanile: 51 milioni

  • Programma Gol (Pnrr): 62 milioni

Un piano integrato che si basa sui dati dell’Osservatorio sul mercato del lavoro, utilizzato come strumento di programmazione preventiva, in grado di cogliere segnali di squilibrio prima che diventino crisi conclamate. Il rischio, tuttavia, è la sovrapposizione tra strumenti, che la Regione intende evitare con un’attenta pianificazione coordinata.

La fotografia occupazionale secondo l’Aur

L’Agenzia Umbria Ricerche (Aur), con un’analisi curata da Elisabetta Tondini, fornisce uno spaccato demografico del mondo del lavoro regionale. Gli over 50 passano dal 36,4% al 42,6% degli occupati tra 2018 e 2024, con un aumento di 32.000 unità. In calo il segmento 35-49 anni, passato dal 42,4% al 36,6% (-11.400 unità). Gli over 50-64 rappresentano ora il gruppo più numeroso (38%).

In questo contesto, le donne si rivelano le protagoniste più dinamiche, soprattutto tra le giovani e le over 64, contribuendo alla tenuta complessiva del mercato del lavoro. Tuttavia, spesso si tratta di occupazioni precarie: part-time involontario, contratti a termine, bassa stabilità.

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