Migratori e tutela ambientale: AVS e Europa Verde chiedono riconoscimento valichi storici

Dopo la sentenza del TAR Lombardia, l'appello degli ecologisti: "Inserire i 115 valichi umbri nel Calendario venatorio 2025/2026 per salvaguardare l’avifauna"

L’Umbria rischia di restare indietro nella tutela dell’avifauna migratoria. Dopo la recente sentenza del TAR Lombardia che ha ufficialmente riconosciuto 475 valichi montani utilizzati dagli uccelli migratori lungo la rotta autunnale tra Nord Europa e Africa, l’attenzione si sposta ora sulla regione umbra, attraversata da una delle principali direttrici migratorie del continente.

A lanciare l’appello sono Gianfranco Mascia ed Eva Hausegger, esponenti di Alleanza Verdi Sinistra e co-portavoce di Europa Verde Umbria, che chiedono all’assessore regionale alla caccia, Roberto Meloni, di seguire l’esempio lombardo. “È fondamentale che anche la Regione Umbria riconosca ufficialmente i 115 valichi storici del proprio territorio – dichiarano – e che questi vengano inseriti nel Calendario venatorio 2025/2026”.

Gli ecologisti ricordano che l’Umbria è attraversata dalla Flyway Centro-Orientale, la via migratoria che collega la Russia e i Balcani all’Africa, passando attraverso l’Appennino Umbro-Marchigiano e numerosi passaggi montani cruciali per le soste degli uccelli migratori. “La Palude di Colfiorito è una delle tappe più importanti, riconosciuta come IBA (Important Bird Area) e inserita tra le Zone Umide di importanza internazionale (siti Ramsar) – sottolineano – un habitat da proteggere con urgenza”.

La base giuridica per la tutela esiste già, spiegano: l’articolo 21, comma 3 della Legge 157/1992 impone il divieto di caccia in un raggio di almeno 1 km dalla sommità dei valichi migratori. Tuttavia, mentre le Marche e la Lombardia hanno già iniziato a identificare e tutelare valichi come Bocca Trabaria, Fossato di Vico e Passo Carosina, l’Umbria non ha ancora adempiuto a quanto previsto dalla legge nazionale.

Anche ISPRA ha confermato l’importanza di questi passaggi. Nel documento “Quaderno dei Turdidi – Avifauna in Umbria”, sono citati esplicitamente numerosi valichi umbri utilizzati nei censimenti dell’avifauna migratoria, a riprova della loro rilevanza scientifica.

Gli ecologisti concludono con tre richieste precise rivolte alla Regione:

  1. Riconoscere ufficialmente i 115 valichi montani storici frequentati durante la migrazione autunnale.

  2. Inserire tali valichi nel Calendario venatorio 2025/2026.

  3. Applicare il divieto di caccia entro 1 km dalla sommità di ciascun valico, in pieno rispetto della legge.

Solo così potremo garantire la concreta tutela di milioni di uccelli migratori – concludono Mascia e Hausegger – e rispettare le norme nazionali e gli impegni di conservazione del patrimonio naturalistico dell’Umbria”.

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