Chiusura definitiva per il locale Mamy a Perugia dopo i controlli dei Carabinieri

Il provvedimento, richiesto dalla banca proprietaria dell’immobile, è arrivato dopo ispezioni che hanno rilevato gravi carenze igienico-sanitarie

Il locale “Mamy”, situato in piazza del Bacio nel quartiere Fontivegge di Perugia, ha cessato definitivamente l’attività. La chiusura è stata imposta dalla banca proprietaria dello stabile, che ha deciso di procedere con la serrata fisica dell’esercizio, avvenuta tramite l’apposizione di una catena con lucchetto. La decisione è stata presa a circa dieci giorni da un controllo straordinario condotto dai carabinieri, in collaborazione con diversi enti ispettivi. Ne riferisce Il Messaggero.

L’attività, già al centro di segnalazioni da parte dei residenti per presunti episodi di violenza e degrado, era stata oggetto di ispezione da parte del Comando provinciale dei carabinieri, insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro (Nil), al Nucleo Antisofisticazione e Sanità (Nas), all’Ispettorato Territoriale del Lavoro e alla Usl Umbria 1. Il blitz ha coinvolto l’area attorno alla stazione di Fontivegge, con l’obiettivo di verificare il rispetto delle norme in tema di sicurezza, igiene e condizioni lavorative nelle attività commerciali locali.

Durante l’operazione, sono emerse gravi irregolarità in diverse strutture. Un’attività commerciale di tipo multietnico è stata multata per 9.000 euro, mentre un’associazione privata ha ricevuto una sanzione da 1.000 euro per carenze igieniche. Il locale Mamy ha invece ricevuto un provvedimento immediato di sospensione dell’attività per criticità igienico-sanitarie gravi, che ne avrebbero consentito la riapertura solo a seguito della risoluzione delle problematiche segnalate.

La proprietà, tuttavia, ha deciso di procedere con la chiusura definitiva, ponendo fine all’attività senza attendere eventuali adeguamenti o riaperture. Secondo quanto comunicato dai carabinieri, le inadempienze riscontrate erano tali da richiedere interventi sostanziali per il ripristino delle condizioni minime di igiene e sicurezza. La chiusura ha superato ogni ipotesi di ripresa, ponendo un punto fermo su una situazione già monitorata da tempo dalle forze dell’ordine e dalla cittadinanza.

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