Sanità umbra, Nevi all’attacco: “Bugie per fare cassa e costruire consenso”

Il deputato ternano di Forza Italia contesta la narrazione della giunta Proietti sul disavanzo sanitario e accusa la sinistra di preparare una manovra fiscale ingiustificata per fini politici

Stanno raccontando bugie agli umbri per avere denaro da spendere». Così il deputato ternano e portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi lancia un attacco frontale contro la giunta regionale di centrosinistra, accusata di costruire allarmismi sui conti della sanità per giustificare una manovra fiscale senza precedenti.

“Altro che 243 milioni, il disavanzo è di 34”

Secondo Nevi, i numeri raccontati dalla giunta Proietti non corrispondono alla realtà. «Il disavanzo nella sanità umbra è di 34 milioni di euro. Trentaquattro, non 243 come si era detto all’inizio, né 90 o 70. Qualcuno quella cifra se l’è sognata», afferma il parlamentare, che definisce “ridicola” la cifra se paragonata al bilancio complessivo della sanità umbra, pari a 1,9 miliardi di euro.

Pur riconoscendo che il disavanzo va ripianato, Nevi sottolinea che la normativa prevede diverse strade: «Non serve aumentare le tasse, ci sono alternative. Ad esempio i 44 milioni del pay-back per i dispositivi medici del 2019 e 2021, già accantonati in bilancio». E ai dubbi sulla reale disponibilità di quelle risorse risponde secco: «I ricorsi sono stati vinti e la Corte Costituzionale ha dato ragione alle Regioni. Quei soldi ci sono».

“Follia una manovra da 320 milioni”

Il parlamentare umbro denuncia quella che definisce “una manovra mostruosa” da 320 milioni di euro in tre anni, predisposta secondo lui senza reale necessità. A suo giudizio, la giunta sta preparando una “più grande manovra fiscale della storia dell’Umbria”, senza che vi sia una reale emergenza di bilancio.

«Si stanno costruendo un tesoretto, anzi un bel tesoro, con l’obiettivo di alimentare politiche clientelari tipiche della tradizione della sinistra», afferma, puntando il dito contro l’uso dei fondi pubblici per “pagare società private” incaricate di analizzare i bilanci, anziché affidarsi alla certificazione del Ministero dell’Economia.

“Confusione e mancanza di trasparenza”

Nevi denuncia anche un clima di incertezza diffusa, aggravato – secondo lui – dalla scarsa trasparenza della giunta regionale. «Neanche i sindacati hanno ricevuto i documenti ufficiali, ed è per questo che c’è grande confusione tra la gente», spiega. «Noi continueremo a spiegare cosa sta succedendo, numeri alla mano».

A proposito del cosiddetto fondo di dotazione da 39 milioni delle aziende sanitarie, Nevi chiarisce che non esiste l’obbligo di recuperarlo immediatamente: «Si tratta con il Ministero, come fanno tutte le Regioni, e si concorda un piano pluriennale». La situazione dell’Umbria, a detta dei tecnici del Mef, non è affatto preoccupante, ribadisce.

“Chi ha gestito il Covid non merita attacchi strumentali”

Infine, il deputato azzurro difende la gestione sanitaria degli ultimi cinque anni, rivendicando l’azione del centrodestra durante la pandemia e respingendo ogni tentativo di delegittimazione: «Non si può speculare oggi sulle difficoltà di un sistema che abbiamo traghettato nella tempesta del Covid. Chi oggi attacca dimentica da dove siamo partiti: quando siamo arrivati a Palazzo Donini, c’erano gli arresti per la sanità».

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