La sanità dell’Umbria si trova ad affrontare una fase finanziaria particolarmente delicata, con un disavanzo confermato e la prospettiva di una manovra economica straordinaria che ha innescato un intenso confronto politico. È quanto emerso nel corso delle audizioni della terza Commissione dell’Assemblea legislativa regionale, convocata su richiesta dei gruppi di opposizione per fare chiarezza sulla reale entità del deficit sanitario e sulle misure in corso di valutazione.
Il nodo del disavanzo: 34 milioni da rientrare
Durante il confronto, che ha visto la partecipazione di rappresentanti della Giunta regionale e dell’advisor KPMG, è stato confermato un disavanzo pari a 34 milioni di euro. A questi si aggiungono 39 milioni relativi al fondo di dotazione, il cui progressivo ridimensionamento dal 2013 rende necessaria l’attivazione di un piano di rientro pluriennale, da concordare con il Ministero dell’Economia.
L’ipotesi di un commissariamento della sanità regionale resta sul tavolo qualora non si riesca a rimettere in equilibrio i conti in tempi rapidi. Per questo, la Giunta ha sottolineato la natura emergenziale della situazione, in particolare per quanto riguarda i bilanci delle aziende sanitarie locali, e la necessità di interventi urgenti e strutturali.
Le critiche dell’opposizione: “bastano i fondi del payback”
I gruppi di opposizione hanno avanzato forti perplessità sulla trasparenza nella comunicazione dei dati, criticando la gestione del deficit e la scelta di affidarsi a un advisor esterno. In particolare, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega hanno contestato l’ipotesi di aumento delle imposte, affermando che le risorse per coprire il disavanzo sarebbero già disponibili attraverso i circa 40 milioni provenienti dal payback sui dispositivi medici.
Secondo i rappresentanti del centrodestra, tali risorse sarebbero sufficienti a evitare una manovra “lacrime e sangue”, che avrebbe effetti devastanti su famiglie e imprese umbre. In una nota congiunta, i coordinatori regionali dei tre partiti hanno dichiarato che la Regione può evitare aumenti fiscali se gestisce con attenzione i fondi già a disposizione, accusando la maggioranza di voler “fare cassa” eludendo le promesse elettorali sulla sanità.
Tra proposte e accuse, si studiano modifiche alla manovra
La Giunta ha comunque annunciato la possibilità di rimodulare la manovra fiscale, in base all’effettivo ammontare del disavanzo accertato e secondo criteri di proporzionalità. Durante le audizioni, sono stati discussi anche altri aspetti rilevanti, tra cui:
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la destinazione dei fondi recuperati,
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le tempistiche di rientro dal deficit,
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le eventuali ripercussioni di un commissariamento,
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e la rimodulazione di imposte e aliquote.
Tra le ipotesi sul tavolo anche un possibile incremento della quota umbra del Fondo sanitario nazionale, insieme alla definizione di tempi certi per la presentazione di un report tecnico completo sulle criticità del bilancio sanitario.