Eolico, 958 progetti da società fittizie: coinvolta anche l’Umbria

La rivelazione del programma "Le Iene": autorizzazioni governative a progetti irregolari o incompleti presentati da teste di ponte per conto delle vere società produttrici: "Coinvolto tutto il centro Italia, di mezzo ci sono i soldi del Pnrr"

Ci sarebbe anche l’Umbria fra le regioni coinvolte nel clamoroso scandalo relativo alle richieste di autorizzazione per la costruzione di mega progetti sull’eolico nel centro Italia. A svelarlo è la trasmissione Le Iene, nell’ambito di una più ampia inchiesta relativa alla costruzione di un progetto eolico da oltre 1 miliardo di euro nelle colline della maremma toscana in mezzo alle piantagioni di Morellino di Scansano.

Un meccanismo bene ingegnato che coinvolge grandi realtà multinazionali impegnate nella costruzione di questi progetti che per aggirare i processi burocratici ai quali le loro richieste di autorizzazione, sfrutterebbero una normativa del Governo che permette di frazionare grandi progetti in realtà più piccole. Ognuno di questi progetti – comunque da 130 milioni l’uno – viene presentato da piccole società. Una volta che tutti i progetti hanno ricevuto l’autorizzazione, la società madre li ricompra e li accorpa, realizzando quindi il progetto in barba alle normative italiane.

Non solo: molte di queste società che presentano i progetti da 130 milioni sono in realtà fittizie e con a capo “tetse di legno”: nate per l’occasione o comunque pochi mesi prima, con capitale sociale di poche migliaia di euro e quasi sempre unipersonali o comunque a livello familiare. Ad aggravare la situazione, anche il fatto che i progetti vengono approvati senza una vera e propria consultazione da parte del Ministero visto che molti di quelli scovati presenterebbero falle clamorose, come per esempio il copia-incolla da quelli di altre regioni, senza però adattare i riferimenti geografici e normativi e addirittura l’esame del vento, fondamentale in questo tipo di progetti.

“In Italia è sufficiente presentarsi al Ministero senza alcune credenziali per far andare avanti un progetto del genere”, spiega l’attivista Francesco Pratesi a Le Iene

A denunciare la questione anche Gianantonio Stella, storica firma del Corriere della Sera: “Ce ne sono 958 di questo tipo nelle quattro regioni del Centro Italia: Toscana, Umbria, Marche e Lazio”, spiega.

Dietro a questa operazione, manco a dirlo, ci sono i soldi del Pnrr che le società puntano ad accaparrarsi: “Ma questi 219 miliardi – viene spiegato nel corso del servizio – verranno erogati solo se si raggiunge la soglia dei 70 gigawatt di eolico coperti entro il 2030. Siamo molto lontani, quindi c’è una corsa, rilanciata dal Governo, ad investire sull’eolico. Il problema è che questo è un business per le grandi società che viene realizzato senza controlli e spesso a scapito del paesaggio, come avviene nel caso del progetto di Scansano”

 

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