Il disavanzo della sanità regionale umbra è di 34 milioni di euro. Lo ha ammesso ufficialmente la Giunta nella sua ultima comunicazione, dopo settimane in cui – secondo i Consiglieri regionali di opposizione – le cifre dichiarate pubblicamente erano state “sparate a caso”, passando dai 243 milioni iniziali ai 73 di appena un giorno fa.
In una nota congiunta i consiglieri Paola Agabiti, Nilo Arcudi, Enrico Melasecche, Matteo Giambartolomei, Eleonora Pace, Laura Pernazza, Andrea Romizi e Donatella Tesei hanno duramente attaccato l’esecutivo regionale: “La Giunta ha finalmente detto la verità, costretta dall’incontro con il MEF, ma ha tentato a lungo di confondere l’opinione pubblica”.
Secondo i firmatari della nota, la cifra di 34 milioni era già stata anticipata dalle opposizioni e sarebbe confermata anche nel report KPMG, in una pagina che – accusano – la presidente Proietti avrebbe volutamente omesso nella conferenza stampa della scorsa settimana. Un comportamento definito “grottesco”, con l’obiettivo, sostengono, di giustificare aumenti fiscali che celano meri interessi elettorali.
Il nodo del “payback” e del fondo di dotazione
Le opposizioni mettono anche in evidenza che la Regione non ha richiesto la contabilizzazione del payback per i dispositivi medici, che per l’Umbria varrebbe 48 milioni, come indicato nel decreto legislativo del 30 marzo 2024 – tabella 8.
Altro punto contestato riguarda il fondo di dotazione da 39 milioni, che la Giunta ha dichiarato di voler rateizzare in tre anni, con la possibilità di negoziare ulteriori dilazioni fino a 5 o 6 anni con il Ministero. A questo proposito, i consiglieri ribadiscono che non è corretto sommare il fondo di dotazione al disavanzo, accusando la maggioranza di voler generare confusione per allarmare i cittadini.
“Tasse ingiustificate, ritiro immediato della manovra”
L’attacco politico è diretto e senza mezzi termini: “L’aumento delle imposte va ritirato immediatamente perché non giustificato dai numeri reali. Se l’obiettivo è quello di vantarsi in futuro di aver mantenuto promesse elettorali – concludono – abbiano almeno il coraggio di ammetterlo apertamente, senza continuare a ingannare i cittadini”.