Aziende umbre molto rosa, ma le nuove assunte saranno meno del 20 percento

Il gender gap nel lavoro in Umbria persiste nel 2024: le donne ottengono meno assunzioni e contratti stabili. I settori più accessibili restano i servizi.

Nel 2024, il mercato del lavoro umbro prevede 64.540 nuove assunzioni, ma i dati evidenziano un divario significativo tra uomini e donne nelle opportunità lavorative. Le assunzioni femminili dichiarate rappresentano solo il 19% del totale, mentre quelle maschili raggiungono il 34%. Il restante 47% delle posizioni è aperto a entrambi i generi, ma la distribuzione settoriale rivela un accesso limitato delle donne ai ruoli più stabili e retribuiti.

I settori con maggiore occupazione femminile

Le donne trovano principalmente impiego nei servizi, nel commercio e nel turismo, con una forte presenza in alcuni comparti specifici:

  • Servizi finanziari e assicurativi – 49% di assunzioni femminili
  • Industrie tessili, abbigliamento e calzature – 47%
  • Servizi culturali, sportivi e alla persona – 43%

Al contrario, le donne sono poco rappresentate nei settori industriali, delle costruzioni e tecnici, dove la percentuale di assunzioni femminili scende sotto il 10%. Questa segregazione di genere nel mercato del lavoro comporta spesso contratti più precari e minori possibilità di crescita professionale per le lavoratrici.

Il ruolo delle piccole imprese

Le piccole imprese (1-49 dipendenti) si confermano come le principali datrici di lavoro, con 47.000 assunzioni su 64.540 totali (72,8%). Tuttavia, queste realtà imprenditoriali offrono contratti meno stabili e retribuzioni inferiori rispetto alle grandi aziende.

Ecco la distribuzione delle assunzioni per classe dimensionale:

  • Piccole imprese (1-49 dipendenti): 72,8% delle assunzioni
  • Medie imprese (50-249 dipendenti): 17,1%
  • Grandi imprese (oltre 250 dipendenti): 10,1%

Questa struttura del mercato del lavoro aumenta la vulnerabilità occupazionale, in particolare per le donne, che sono più frequentemente impiegate in settori con elevata incidenza di contratti a termine.

Precarietà e stabilità occupazionale: le differenze di genere

Uno degli aspetti più critici riguarda la tipologia contrattuale, con una netta differenza tra uomini e donne:

  • Il 51,3% delle assunzioni femminili avviene con contratti a tempo determinato, una percentuale leggermente inferiore alla media nazionale ma comunque superiore a quella maschile.
  • Solo il 16,6% delle donne ottiene un contratto a tempo indeterminato, mentre per gli uomini la quota è maggiore grazie alla presenza nei settori tecnici e industriali.
  • Il 13,4% delle lavoratrici viene assunto con contratti di somministrazione, caratterizzati da minore continuità lavorativa.

La prevalenza delle donne nei servizi, un settore storicamente più instabile, le espone a una maggiore incertezza occupazionale rispetto agli uomini, che trovano invece maggiori opportunità nei comparti industriali e tecnologici, dove i contratti a lungo termine sono più diffusi.

Istruzione e opportunità: il peso della formazione

L’istruzione incide significativamente sulle opportunità lavorative. Il 31% delle assunzioni previste in Umbria riguarda laureati o diplomati ITS Academy, ma con forti differenze tra uomini e donne.

Le lauree più richieste sono in:

  • Ambito economico e gestionale
  • Turismo, enogastronomia e ospitalità
  • Settore sanitario e paramedico

Questi percorsi sono frequentati in prevalenza da donne, ma i settori più tecnici e scientifici, dove la domanda di lavoro è elevata, vedono ancora una scarsa presenza femminile. Inoltre, le imprese umbre segnalano difficoltà nel reperire laureati per il 55% delle posizioni aperte, segno di un disallineamento tra offerta formativa e necessità del mercato.

Più in generale, il 33% delle assunzioni riguarda giovani sotto i 29 anni, ma le donne incontrano maggiori ostacoli rispetto ai loro coetanei uomini. I ruoli tecnici e operai, molto richiesti, restano poco accessibili alle lavoratrici, con percentuali di reperimento difficoltoso che arrivano all’85% per alcune professioni ingegneristiche.

Le parole della Camera di Commercio

Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio, spiega: ” Ci sono ancora molte ombre, e a diversi livelli, sia nell’accesso al lavoro, sia nel tasso di precarietà, sia nei percorsi di retribuzione al lavoro delle donne rispetto agli uomini. Ma passi avanti sono stati fatti nel ridurre, con l’obiettivo finale di cancellarlo, il gender gap nel mondo del lavoro a cominciare dall’aumento del tasso di occupazione femminile, ossia quante donne lavorano sul totale delle donne in età da lavoro, che tuttavia resta ancora più basso di quello degli uomini. E qui mi piace sottolineare che l’Umbria brilla, perché il tasso di occupazione femminile nella nostra regione è oggi del 63,8% (ossia lavorano 63,8 donne su 100 in età da lavoro), contro il 53,6% della media nazionale e il 60,8% del Centro.

E mi piace sottolineare, sul fronte delle imprese, che non solo un quarto delle aziende umbre sono femminile, la quarta percentuale più alta d’Italia, ma che il 28% delle imprese femminili umbre ha intrapreso iniziative orientate alla sostenibilità ambientale, con una particolare concentrazione nella provincia di Terni, dove tale percentuale raggiunge il 35%. Questo per dire, nel giorno della Giornata Internazionale della Donna 2025, che occorre certamente guardare alle ombre e rinnovare l’impegno a dissolverle per un’effettiva pari opportunità tra donne e uomini, ma che occorre anche guardare a qualche traguardo che è stato intanto raggiunto. La Camera è attentissima a questi fenomeni e al suo interno può contare sul CIF (Comitato per l’Imprenditoria Femminile), il cui ottimo lavoro di animazione e formazione è prezioso per monitorare la situazione e accompagnare l’imprenditoria femminile umbra nel suo percorso di crescita e crescente qualificazione”.

 

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