Manzotti (Cisl Umbria): “Calo di produttività, servono nuove strategie e più investimenti”

Il segretario regionale della CISL chiede maggiore attenzione a ricerca, formazione e bilateralità per rilanciare il lavoro.

Il segretario regionale della CISL Umbria, Angelo Manzotti, ha espresso preoccupazione per il calo di produttività nella regione, una tendenza negativa che, secondo lui, “si protrae ormai dal 2016” e che oggi appare sempre più evidente. “La notizia emersa sui giornali in questi giorni si aggiunge a ciò che è sotto gli occhi di tutti: in Umbria la produttività è in forte crisi da anni“, ha dichiarato Manzotti, sottolineando come uno dei principali problemi sia la scarsa attenzione alla ricerca e sviluppo e alle nuove tecnologie.

“La digitalizzazione rappresenta un’opportunità per governare i cambiamenti, a partire dalla valorizzazione delle persone che lavorano, ma purtroppo non viene sfruttata a dovere”, ha aggiunto il segretario CISL, evidenziando anche il deficit in ambito formativo. “C’è poca formazione, e nelle piccole e medie imprese non si promuovono abbastanza gli effetti della bilateralità“, uno strumento che, secondo Manzotti, andrebbe rafforzato in due direzioni chiave: da un lato, nelle politiche per la sicurezza nei luoghi di lavoro, dall’altro, nella contrattazione per migliorare salari e competitività delle imprese.

Il sindacalista ha poi posto l’attenzione sulla necessità di cambiare strategia. “Se per quasi dieci anni le azioni messe in campo non hanno prodotto i risultati sperati, allora servono nuovi strumenti e, soprattutto, nuove premialità per favorire politiche rivolte ai giovani e contrastare l’esodo dalla regione”. Tra le soluzioni proposte, Manzotti ha ribadito l’importanza della contrattazione di secondo livello, che permetterebbe di aumentare la retribuzione e redistribuire ricchezza sul territorio.

Infine, il segretario regionale CISL ha indicato la partecipazione come chiave per coniugare maggiore competitività e aumenti salariali. “Serve un forte coinvolgimento dei lavoratori attraverso formazione, certificazione e nuove competenze, il tutto supportato da una contrattazione efficace”. La strada, per Manzotti, è chiara: “Bisogna costruire un patto tra tutti i soggetti coinvolti – associazioni datoriali, organizzazioni sindacali e istituzioni – con un obiettivo ben preciso: affermare in Umbria un lavoro dignitoso, sicuro e ben contrattualizzato“.

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