Andrea Prospero, si indaga sulla “seconda vita”: conti segreti e carte di credito non sue

Studente trovato morto in un monolocale: emergono conti segreti, carte non intestate e telefoni sospetti. Gli investigatori indagano sulla sua vita parallela.

Proseguono le indagini per chiarire i contorni della morte di Andrea Prospero, lo studente di informatica abruzzese, trovato morto  mercoledì in un monolocale in centro, dopo giorni di ricerche. L’autopsia non ha rilevato segni di violenza, escludendo ipotesi diverse da un gesto volontario. Accanto al cadavere sono stati rinvenuti blister vuoti di farmaci, e le analisi tossicologiche dovranno confermare se il decesso sia stato causato dall’ingestione massiccia di medicinali.

Secondo il medico legale Sergio Scalise Pantuso, la morte risalirebbe a venerdì 24 gennaio, lo stesso giorno in cui Andrea aveva lasciato l’ostello di via Bontempi, facendo perdere le sue tracce. Nonostante le ricerche si fossero concentrate nella zona di Monteluce, dove il suo telefono aveva agganciato una cella, il giovane si trovava a soli 150 metri dallo studentato, in un appartamento di cui nessuno sembrava essere a conoscenza.

La sorella gemella Anna aveva lanciato l’allarme quando Andrea non si era presentato a un pranzo programmato. Intanto, alcuni ospiti dei piani superiori della palazzina in cui si trovava il monolocale avevano già avvertito un odore intenso da lunedì, inizialmente attribuito a problemi di tubature. Ora, la salma è stata restituita alla famiglia per i funerali che si terranno a Lanciano.

Indagini su una “seconda vita” segreta

Gli inquirenti stanno cercando di fare luce sugli ultimi giorni dello studente, focalizzandosi su quello che definiscono una “seconda vita”, caratterizzata da conti segreti e strumenti finanziari non dichiarati. Andrea aveva affittato il monolocale dall’8 gennaio al 20, con una proroga fino al 31, e l’attenzione degli investigatori si concentra sulle modalità di pagamento. Oltre alla Postepay, che la famiglia conosceva, possedeva almeno un altro conto corrente e una carta prepagata ricaricabile.

Un particolare inquietante è emerso nel bagno del monolocale, dove la polizia ha ritrovato una carta di credito non intestata ad Andrea, bensì a un uomo residente fuori dall’Umbria, incensurato e che non ne aveva denunciato il furto. Questa persona verrà interrogata per chiarire se avesse rapporti con il giovane o se il ritrovamento sia un indizio di un contesto più complesso.

Oltre ai conti bancari, Andrea possedeva cinque telefoni cellulari con altrettante SIM, alcune delle quali intestate a una compagnia associata a recensioni sospette. La polizia postale sta analizzando i dati per comprendere a cosa servissero questi dispositivi e se fossero collegati a eventuali attività online.

Una rogatoria internazionale per chiarire i pagamenti

Un altro nodo da sciogliere riguarda il pagamento dell’affitto del monolocale. Gli investigatori hanno avviato una rogatoria internazionale per ottenere informazioni dal portale online utilizzato per la prenotazione. Inoltre, l’agenzia milanese che ha affittato l’immobile non ha registrato Andrea nel database della Polizia di Stato, giustificando l’omissione con la mancanza di credenziali di accesso. Questa irregolarità sta sollevando ulteriori dubbi sulla gestione della locazione.

Le indagini, coordinate dal procuratore Raffaele Cantone e dall’aggiunto Giuseppe Petrazzini, proseguono per ricostruire non solo le ultime ore di vita di Andrea, ma anche il suo possibile coinvolgimento in attività finanziarie online. Gli inquirenti stanno cercando di capire se il giovane avesse trovato una fonte di guadagno attraverso il web, e se questo possa essere collegato alla sua morte.

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