Umbria, crescita economica debole nel post-pandemia: Pil in calo e stipendi sotto la media

Il report Istat evidenzia una crescita inferiore alla media nazionale tra il 2021 e il 2023, con Pil in calo e bassi redditi, nonostante l’aumento dell’occupazione

L’Umbria ha registrato una crescita economica sotto la media nazionale tra il 2021 e il 2023, con un Pil in calo dello 0,1% nel 2023, a fronte di una crescita del +0,7% in Italia e del +0,3% nelle regioni del Centro. È quanto emerge dai dati Istat sui conti economici territoriali, che mostrano una regione in difficoltà su più fronti, dai consumi alle retribuzioni, con un lieve miglioramento dell’occupazione.

Pil e valore aggiunto: crollo in agricoltura e industria

Nel dettaglio, il valore aggiunto ha subito pesanti flessioni nei settori chiave:

  • Agricoltura: -8,2%
  • Industria: -3,1%
  • Costruzioni: +8,6% (grazie ai bonus edilizi)

Anche il Pil pro capite umbro resta inferiore alla media nazionale, attestandosi a 30.500 euro nel 2023, contro i 36.100 euro della media italiana e i 38.600 euro del Centro Italia. Il divario è ancora più ampio rispetto alle aree più sviluppate del Nord, dove il Pil pro capite arriva a 44.700 euro nel Nord-Ovest e 42.500 euro nel Nord-Est.

Reddito disponibile e bassi stipendi

Il reddito disponibile pro capite in Umbria nel 2023 è stato di 21.600 euro, in crescita rispetto ai 19.300 euro del 2021, ma con un aumento (+4,6%) inferiore alla media nazionale (+4,9%).

Uno dei problemi principali della regione riguarda le retribuzioni, tra le più basse d’Italia. Nel 2023 il valore medio degli stipendi in Umbria è stato di 9.200 euro, contro una media nazionale di 10.300 euro e ben 12.000-13.000 euro nelle regioni del Nord.

Le altre fonti di reddito includono:

  • 2.400 euro da attività come affitti o negozi
  • 6.000 euro da redditi d’impresa
  • 7.300 euro da redditi da capitale (investimenti, dividendi, interessi bancari)
  • 2.700 euro da sussidi e forme di supporto pubblico

Consumi e occupazione: segnali contrastanti

I consumi in Umbria sono aumentati solo dello 0,5%, la metà della media nazionale, segnalando una minore propensione alla spesa.

Sul fronte occupazionale, invece, il 2023 ha registrato un aumento dell’1,2%, con andamenti diversi nei vari settori:

  • Costruzioni: +4%
  • Industria: +1,3%
  • Servizi: +1,1%
  • Agricoltura: -0,7%

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