Sicurezza sul lavoro, Uil Trasporti Umbria: “Zero morti non sia uno slogan, ma una priorità”

Uil Trasporti Umbria denuncia la mancanza di sicurezza sul lavoro e invita aziende e lavoratori a un cambiamento radicale per azzerare gli incidenti.

Il 2025 si apre con un grave incidente sul lavoro in un’azienda di logistica a Perugia, che rilancia l’urgenza di investire sulla sicurezza. Uil e Uiltrasporti Umbria tornano a denunciare la necessità di un cambiamento radicale, con l’obiettivo di azzerare le morti sul lavoro.

“Non possiamo assistere inermi al ripetersi di episodi gravi come questo. L’obiettivo dello ‘zero morti sul lavoro’ non deve rimanere uno slogan, ma una priorità assoluta”, dichiarano Stefano Cecchetti, segretario generale della Uil Trasporti Umbria, e Piero Iannini, coordinatore Salute e Sicurezza della categoria. La sicurezza, sottolineano i sindacalisti, deve essere vista come un investimento prezioso da parte delle aziende, e non come uno spreco di risorse economiche.

Cecchetti e Iannini ribadiscono anche l’importanza del rispetto delle norme sulla sicurezza, spesso percepite come un peso: “Questi ‘fastidi’, come vengono considerati, salvano la vita o evitano invalidità permanenti, come ci dimostrano le statistiche sugli infortuni.” Tra gli esempi, si cita la frequenza di incidenti causati da semplici scivolamenti, spesso dovuti a calzature inadatte, eventi facilmente evitabili con una maggiore attenzione alla qualità dei dispositivi di protezione individuale.

Abbandonare la logica del “just in time” e ripristinare ritmi di lavoro più umani è un altro punto chiave indicato dalla Uil Trasporti. “Bisogna rispettare la dignità dei lavoratori, che non devono essere sottoposti a condizioni di lavoro estenuanti”, affermano i rappresentanti sindacali. Allo stesso tempo, è fondamentale che i lavoratori siano consapevoli dei propri obblighi, così come dei loro diritti.

I sindacalisti richiamano l’importanza di un aspetto spesso ignorato: “Il Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs 81/08) prevede il diritto del lavoratore a rifiutarsi di svolgere attività che comportano rischi per la salute e la sicurezza.” Questo diritto, unito alla formazione e alla prevenzione, può giocare un ruolo determinante nel ridurre gli incidenti.

“La strada è quella di costruire una vera cultura della prevenzione”, concludono Cecchetti e Iannini. “Non ci fermeremo nel denunciare e nel far capire a tutti – dai datori di lavoro ai dipendenti – che la sicurezza è una priorità irrinunciabile. È l’unico modo per sperare di raggiungere, prima o poi, quel traguardo dello ‘zero morti sul lavoro’ che oggi sembra un miraggio.

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