ll senatore Luca Briziarelli sbatte la porta e lascia Noi Moderati, di cui era stato responsabile della campagna elettorale. Sotto accusa la scelta di nominare commissario regionale Toniaccini e non lui. Poi gli attacchi diretti ai vertici provinciali:
“Quando ho aderito a Noi Moderati – scrive l’ex leghista – il partito contava 3 iscritti e partiva dallo 0,41% delle politiche del 2022. Mi è stato affidato un compito ritenuto impossibile: costruire da zero un partito e presentarci alle elezioni regionali, non con una lista di bandiera, ma con una lista “vera” Noi Moderati – Civici per l’Umbria , capace di superare la soglia del 2,5% ed entrare in Consiglio. Tra l’ilarità e lo scetticismo generale, in meno di 6 mesi, insieme a persone che hanno scelto di condividere un progetto che mettesse insieme il meglio della realtà civica e di quella politica sulla base della competenza, dell’esperienza e del merito, abbiamo superato l’obiettivo, sfiorando il 3%. Solo la mancata vittoria del centrodestra e la totale inconsistenza dei due commissari provinciali, incapaci di trovare anche un solo candidato per la lista ed in grado di individuare appena 3 responsabili su 92 comuni, indispensabili per raccogliere un consenso maggiore, ci hanno impedito di entrare in Consiglio Regionale, pur se in minoranza”.
“Di fronte a tutto questo, nonostante il sostegno di nove dei dieci candidati più votati, che hanno conseguito complessivamente oltre 3500 preferenze e di numerosi esponenti civici e politici che si sono espressi a mio favore, il partito ha preferito indicare come Commissario Michele Toniaccini che, risultato non eletto, ha visto bene di accettare”, scrive Briziarelli che poi chiude con una citazione letteraria: “Ai vecchi arnesi e ai novelli Dorian Gray che aspirano ad essere i nuovi leader della politica umbra consiglio di rileggere “La Cicala e la Formica”.”